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Martedì, 4 Ottobre 2022
Il dibattito

Ue: "Spetta agli Stati stabilire se l'agroalimentare ha la priorità in caso di carenze di gas"

Aziende agricole e industrie di trasformazione chiedono più protezione nell'eventualità di crisi, ma Bruxelles sottolinea che sono i governi a decidere su questa materia

L'inverno si avvicina e le forniture di gas scarseggiano. Quali sono i settori che dovrebbero avere la priorità in caso di carenza di approvvigionamenti? La preoccupazione serpeggia tra le varie industrie e la Commissione europea ha rilanciato la palla ai ministri dell'Agricoltura degli Stati membri. Secondo quanto ricostruito da Euractiv, le aziende dell'agroalimentare premono per avere risposte precise e concrete e risultare un ambito “protetto” per non rischiare di dover chiudere i battenti e mettere i crisi la filiera del cibo, già scossa dalla carenza di alcune materie prime e dall'aumento dei prezzi.

Ramón Armengol, presidente della Cogeca, (l'associazione di cooperative agricole dell'Ue) avrebbe sottolineato l'importanza vitale dell'energia per la continuità della produzione agricola e alimentare. Bruxelles però avrebbe rimbalzato la responsabilità di tali scelte. Una fonte della Commissione ha dichiarato: "Spetta agli Stati membri definire i clienti prioritari che dovrebbero essere protetti in una crisi del gas". La palla passa dunque ai governi.

I Paesi membri avrebbero comunque una base giuridica a livello europeo cui agganciarsi. L'esecutivo europeo ha fatto sapere che nell'ambito dell'Unione i modi per definire i clienti prioritari del gas sono due. Il primo si desume dal regolamento sulla sicurezza dell'approvvigionamento del gas. In base a questa normativa i Paesi possono definire come “clienti protetti” le famiglie così come quei clienti del gas che forniscono "servizi sociali essenziali". Questa tutela sarebbe rivolta principalmente ai privati e alle Piccole e medie imprese.

La seconda possibilità prevede di indicare i produttori agricoli e alimentari come "altri clienti essenziali" in base alle linee guida presenti nella comunicazione "Gas sicuro per un inverno sicuro" e al regolamento Ue sul gas. In tal caso, il settore alimentare viene espressamente indicato come cliente "socialmente critico" che andrebbe protetto. Al tempo stesso fonti dalla capitale europea fanno sapere che quest'anno la vera priorità deve essere rivolta al risparmio energetico, in tutti i campi. 

Alcuni Paesi membri si stanno intanto muovendo per adottare misure idonee a proteggere questo settore così delicato. Intenzionati a tutelare l'agroalimentare ci sarebbero Slovacchia e Germania. I rappresentanti di Bratislava avrebbero affermato durante la riunione a Praga che il Paese sta già preparando una legislazione per combattere i picchi di prezzo dell'energia, per la quale "si suggerisce che alcune aziende siano incluse tra gli utenti di energia protetti".

Da Berlino invece le richieste provengono dai ministri federali e regionali dell'agricoltura. Anche in tal caso l'obiettivo è di includere le aziende rurali e la produzione alimentare tra i cosiddetti "clienti tutelati". Un impegno sostenuto anche dal gruppo parlamentare dei socialdemocratici. Al momento però il governo federale guidato dal cancelliere Olaf Scholz non si è mosso in tal senso, convinto di aver un livello di stoccaggio del gas così elevato da garantire un inverno sereno a tutte le attività del Paese.

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