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Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Il Parlamento Ue salva il foie gras: “Alimentazione forzata rispetta il benessere animale”

A Strasburgo non passa la richiesta degli animalisti di vietare la pratica come succede già in gran parte dell'Unione: “Fanno gli interessi degli allevatori”

Il foie gras è salvo. La pratica dell'alimentazione forzata di oche e anatre (vietata in Italia come in altri Paesi Ue) usata per ottenere uno degli alimenti di punta della tradizione culinaria francese, non è stata vietata dalla relazione del Parlamento europeo sul benessere degli animali negli allevamenti. Il testo, che avrebbe dovuto chiedere regole più chiare e sostegno per gli agricoltori che le praticano, è stato duramente attaccato dalle organizzazioni animaliste, non solo per la questione del foie gras.

“Il Parlamento ha fallito completamente il suo obiettivo dichiarato, dedicando gran parte del testo agli interessi economici degli allevatori piuttosto che al benessere dei loro animali, la relazione contraddice anche le precedenti posizioni del Parlamento”, ha commentato Olga Kikou, responsabile di Compassion in World Farming EU, un'associazione che chiede di migliorare il trattamento degli animali nel settore agricolo. Sul foie gras, la relazione considera la pratica dell'alimentazione forzata come rispettosa dei "parametri biologici degli animali" e dei "criteri di benessere animale, poiché si tratta di una produzione estensiva che si si svolge in aziende a conduzione familiare, dove i volatili trascorrono il 90% della loro vita all'aria aperta e dove la fase d'ingrasso, che dura in media da 10 a 12 giorni con due pasti al giorno, rispetta l'animale". Il testo andrebbe a contraddire sia l'opinione di numerosi esperti, ma anche la risoluzione del Parlamento dello scorso anno, in cui si chiedeva il divieto assoluto dell'alimentazione forzata, definita "crudele e non necessaria".

Cosa prevede la relazione

La relazione, a firma del deputato francese Jérémy Decerle, già approvata dalla Commissione Agricoltura (Agri), è stata votata con 496 voti favorevoli, 140 contrari e 51 astensioni. Gli eurodeputati vogliono regole più chiare per il benessere animale, che lascino meno spazio all'interpretazione. “La legislazione deve essere recepita in modo uniforme e completo in tutti gli Stati membri, piuttosto che inasprita o ulteriormente estesa”, si legge in un comunicato. In definitiva, i parlamentari non chiedono un quadro giuridico più severo, ma di far applicare le norme vigenti, spesso ignorate dagli operatori del settore e in molti casi non accompagnate da controlli puntuali e adeguati. “La revisione delle regole sul benessere degli animali dovrebbe essere basata su dati scientifici, valutazioni d'impatto e un approccio specie per specie”, si legge nel testo.

Il Parlamento ha sottolineato inoltre che le pratiche destinate a migliorare il benessere degli animali possono comportare costi di produzione più elevati e aumentare il carico di lavoro degli agricoltori. “Pertanto, gli allevatori devono disporre di tempo, sostegno, formazione e finanziamenti sufficienti”, ha insistito il relatore Decerle, del gruppo Renew Europe. I deputati europei hanno insistito anche sulla questione della “reciprocità”, sia in accordi multilaterali che bilaterali con Paesi terzi, affinché i prodotti importati in Ue debbano sottostare alle medesime regole imposte negli Stati membri. Questo per garantire la competitività degli agricoltori dell'Ue nel mercato agricolo globale. “L'importazione in Europa di bestiame o di carne che non rispetta gli standard europei di benessere animale dovrebbe essere proibita”, rimarca il Parlamento.

Altro punto centrale concerne i sistemi di etichettatura, che al momento sono volontari e per lo più privati. I deputati hanno chiesto un quadro comunitario uniforme e obbligatorio. La risoluzione rientra in un contesto più ampio di revisione delle norme Ue sul benessere animale. Solo poche settimane fa, il Parlamento aveva votato una serie di raccomandazioni per evitare viaggi atroci agli animali, in base alla relazione dell'Anit, la commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto. Incaricata nel 2020 di valutare la situazione in tutta Europa, la commissione aveva accertato violazioni ripetute e gravi. La Commissione europea ha annunciato che rivedrà il quadro legislativo dell'Ue sul benessere animale e presenterà una proposta sull'etichettatura del benessere animale entro la fine del 2023.

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