Vergogna allevamenti in Spagna: maiali ricoperti di feci, feriti, carcasse in decomposizione

La denuncia di un fotoreporter mostra condizioni tremende in molti degli impianti del Paese che è il principale produttore di carne suina d'Europa

Area di gestazione. In Spagna e nella maggior parte del territorio dell'UE la legge consente di tenere le scrofe in cassette per singoli individui durante le prime quattro settimane di gravidanza - foto Aitor Garmendia

Maiali abbandonati in condizioni igieniche spaventose, ricoperti dalle loro stesse feci, con ferite aperte, alcune forse frutto di cannibalismo, tra cadaveri abbandonati e lasciati alla decomposizione, che vengono anche mangiati da altri animali. Sembrano immagini di un film dell'orrore quelle che arrivano dalla denuncia del fotoreporter Aitor Garmendia, che visitando sotto copertura tra il 2019 e il 2020 più di 30 allevamenti di suini in tutta la Spagna, ha documentato lo stato di alcune delle strutture che si trovano nelle regioni di Aragón, Castilla-La Mancha e Castilla y León, sede di circa il 17% degli oltre 86mila allevamenti di suini del Paese.

“La mancanza di supervisione veterinaria, il mancato rispetto degli standard legali di base del benessere e gli abusi descritti in questo reportage non sono incidenti isolati, ma una parte intrinseca dello sfruttamento industriale e della produzione di animali”, afferma il giornalista, il cui lavoro si intitola Tras Los Muros, Tra le mura. Alcuni dei suini che sono stati trovati sembravano essere "gravemente feriti", ha detto Garmendia, che guidava la squadra sotto copertura, e che pensa che mostrassero segni di problemi come "ernie, ascessi, prolassi, artrit". Gli animali malati, ha denunciato, venivano isolati ma non curati.

La Ong Eurogroup for Animals con sede a Bruxelles, che non è stata coinvolta nella registrazione del filmato, ha spiegato al Guardian che le immagini sembrano mostrare diverse violazioni dei regolamenti dell'Ue. "Queste immagini testimoniano un'enorme quantità di sofferenza che dovrebbe essere prevenuta o mitigata, secondo il diritto comunitario, con buone pratiche di allevamento e buon senso", ha detto Elena Nalon, consulente veterinario senior del gruppo per la tutela degli animali d'allevamento.

Negli ultimi anni l'industria della carne suina spagnola è stata sostenuta da milioni di euro inviati dall'Ue. Come ricorda il giornale britannico oltre 5 milioni sono stati stanziati per una campagna approvata dalla Commissione Europea nel 2019 volta ad affrontare “le controversie sulla sostenibilità della carne suina e sul benessere degli animali”. Rivolta a persone di età inferiore ai 35 anni, la campagna triennale mira a “informare il consumatore sulla realtà produttiva dell'intera filiera suina”. “Grazie agli investimenti in costosi sforzi di propaganda e alla sua influenza sia su potenti enti pubblici che sui media, l'industria dell'agricoltura animale industriale ha cercato di controllare la narrazione, influenzando così l'opinione pubblica e impedendo la nostra capacità di esercitare il nostro diritto all'informazione”, ha attaccato però Garmendia, il cui lavoro prova a fare luce sulle reali condizioni degli allevamenti intensivi in quello che è destinato a diventare il principale mercato di carne suina d'Europa.

Con i suoi oltre 30 milioni di capi, l'industria suinicola spagnola si è affermata come la principale produttrice di suini vivi nell'Unione europea e, nel 2020, dovrebbe superare la Germania, anche per quanto riguarda il numero di animali inviati al macello.

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