L’Argentina fa tremare l'accordo Ue-Mercosur: “Danneggia l’ambiente e la nostra economia”

Il nuovo presidente intende ridiscutere l’accordo di libero scambio, facendo andare su tutte le furie il brasiliano Bolsonaro. E gli esperti denunciano: “L’Europa distruggerà la nostra industria con le sue auto, lasciando a noi i lavori in miniera, i pesticidi e gli allevamenti intensivi”

Carne argentina (foto Ansa EPA/JUAN IGNACIO RONCORONI)

Un accordo che promuove un modello di sviluppo “sbagliato”, che distrugge l’ambiente e mette a repentaglio la sicurezza alimentare. L’attacco nei confronti del trattato commerciale tra l'Ue e il Mercosur (mercato comune che unisce Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) arriva dai Verdi europei, tra i primi a schierarsi apertamente contro l’accordo tra Bruxelles e i Paesi del Sud America che favorirà lo scambio reciproco di beni e servizi. Gli ecologisti non nascondono preoccupazione per le differenze nel modello agricolo e zootecnico che dividono il mercato europeo da quello sudamericano. Dall’uso dei pesticidi (più controllato in Europa) alle forme di allevamento intensivo delle mega-fattorie argentine, dagli Ogm utilizzati in Brasile ai diversi standard di sicurezza delle carni. Una battaglia politica, quella iniziata dai Verdi, che punta a far naufragare l’accordo frutto di vent’anni di negoziato, anche con l’aiuto di un nuovo alleato: l’Argentina.

Un nuovo presidente a Buenos Aires: ecco cosa cambia

La recente vittoria alle elezioni politiche del peronista Alberto Fernández, che assumerà la presidenza il 10 dicembre, porterà discontinuità rispetto al Governo uscente di centrodestra guidato da Mauricio Macri. Fernández ha infatti promesso in campagna elettorale una “profonda revisione” del trattato di libero scambio. Un impegno, quello preso dal neo-presidente con gli elettori, che rischia di mandare all’aria oltre vent’anni di negoziato e che ha scatenato l’immediata reazione del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che minaccia di espellere l’Argentina dal Mercosur con l’aiuto di Uruguay e Paraguay, come già fatto anni fa con il Venezuela

Un accordo "oscuro"

A confermare le resistenze argentine sulle relazioni commerciali con l’Unione europea è Luciana Ghiotto, professoressa di Economia politica internazionale all’Universidad Nacional de San Martín di Buenos Aires. Giunta a Bruxelles per partecipare a un incontro dei Verdi europei con la stampa, la Ghiotto definisce il trattato Ue-Mercosur “un accordo alquanto oscuro”, ancora oggi non consultabile per intero, nonostante la conclusione dei negoziati. 

Appalti pubblici e automobili

Citando le parti rese note, l’esperta in commercio internazionale sostiene che l’accordo “aumenterà le asimmetrie tra i due blocchi (di Paesi, ndr), perché quanto deciso va a vantaggio delle grandi imprese, non delle piccole e medie aziende”. Le multinazionali, prosegue la Ghiotto, “faranno profitti anche sugli appalti pubblici”, ma soprattutto con la vendita di auto. Il riferimento, neanche troppo velato, è all’industria automobilistica europea in cerca di mercati d’espansione in vista del piano di riduzione delle emissioni di CO2 deciso dall’Ue e che potrebbe danneggiare l’intero comparto degli autoveicoli.

Più carne e meno foreste

Mentre dall’Ue arriveranno più auto, sostiene la Ghiotto, in Sud America “aumenteranno le attività estrattive minerarie, crescerà il settore della carne bovina assieme alle monocolture di soia e cereali”. Un doppio danno, sottolinea la studiosa, perché “l’Argentina perderà almeno 200mila posti di lavoro nell’industria”, per via della concorrenza europea, mentre in America Latina resteranno “i settori che fanno largo uso di pesticidi e disboscano le nostre foreste”. 

L'allarme sulla qualità

La professoressa mette in guardia anche sulla qualità della carne proveniente dal suo stesso Paese, ricordando che la maggior parte delle bistecche argentine non vengono più dai tradizionali ranch, ma da allevamenti intensivi dove vivono migliaia di animali in spazi limitati. 

I Verdi attaccano von der Leyen

Con riferimento al tema della sicurezza alimentare è intervenuto anche l’europarlamentare francese dei Verdi Yannick Jadot, che ha attaccato direttamente la presentente in pectore della Commissione europea. “Un pessimo segnale è arrivato da Ursula Von der Leyen, la quale”, accusa Jadot, “ha sostenuto che le decisioni in quest’ambito vadano prese con riferimento all’evidenza scientifica” e quindi alla dimostrazione del nesso di causalità tra un alimento e gli effetti nocivi sull’uomo. “Questo è l’approccio statunitense”, conclude il parlamentare, “ben lontano da quello europeo”, che prevede la messa in commercio dei prodotti solo quando si ha la certezza che non facciano male alla salute delle persone. 

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