Sabato, 19 Giugno 2021
Attualità

La birra dei monaci trappisti messa a rischio dal gigante dei minerali

Il colosso delle estrazioni Lohist, vuole prolungare la vita di una cava spostando il corso di una sorgente, fondamentale per la produzione delle bionde prodotte nel monastero di Notre-Dame de SaintRemy

Foto archivio Ansa EPA/CHRISTIAN HORSTEN

Sembra che dopo dieci anni la battaglia legale tra il gigante belga dell'estrazione dei minerali, Lohist, e i monaci che producono la birra trappista potrebbe finalmente aver essere arrivata a conclusione. Per tutto questo tempo i frati di Notre-Dame de SaintRemy, a Rochefort, nella regione belga della Vallonia, si sono scontrati con la più grande società mondiale di estrazione di calce e minerali, che accusavano di contaminare la purezza di una sorgente locale che alimenta l'abbazia, una delle sole 14 al mondo che producono birra trappista, e che è fondamentale per la produzione delle bionde.

La storia è iniziata quando l'azienda ha annunciato il suo piano di voler prolungare la vita della cava di Boverie a Rochefort, in cui lavorano circa 150 persone del luogo, fino al 2046. Ma tale operazione, che comporterebbe il pompaggio di acqua sotterranea sotto la cava, secondo i monaci trappisti avrebbe un impatto sulla qualità dell'acqua utilizzata nella produzione della birra, cambiandone il sapore. Nonostante Lohist avesse condotto ripetuti test per affermando che questo non era vero, i monaci di Rochefort non erano convinti e diedero vita a una battaglia legale. Ma ora, come riporta il Guardiangrazie a un atto risalente al 1833, sembra che i produttori e i bevitori non debbano più preoccuparsi. Una corte d'appello di Liegi ha confermato che, sebbene il proprietario della cava sia anche proprietario della sorgente, non ha il diritto di "rimuovere o deviare tutta o parte dell'acqua che alimenta l'abbazia".

Nonostante questo, sembra che Lhoist non sia disposta ad arrendersi, tanto che un portavoce ha detto che la società studierà la sentenza prima di decidere se presentare un appello finale alla corte di cassazione. L'azienda, che conta 100 filiali in più di 25 Paesi, per un totale di quasi 7mila dipendenti e un fatturato di oltre 1 miliardi di euro, ha anche previsto un piano di riserva, che gli permetterebbe di aumentare la vita della cava. Per i monaci dell'abbazia, chiamata "cattedrale della birra", l'acqua, che viene prelevata da un pozzo interno alle mura del monastero, ricopre un ruolo fondamentale per la qualità della produzione, che pare sia iniziata addirittura nel 1595. Per altro questi trappisti fanno molto affidamento sulla vendita della loro birra, che gli ha fatto ottenere un fatturato annuo di circa 14 milioni di euro. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

AgriFoodToday è in caricamento