Anche il papa chiede la regolarizzazione dei braccianti immigrati

La Segreteria di Stato vaticana ha affermato che “è condivisibile la necessità di venire incontro a quanti, privati di dignità, avvertono le conseguenze di un'integrazione non realizzata”

Foto archivio Ansa

È "auspicabile" che le situazioni dei migranti escano dal sommerso e vengano regolarizzate. È l'auspicio del papa che emerge da una risposta della Segreteria di Stato vaticana al segretario generale della Fai Cisl, la Federazione agricola alimentare, che aveva chiesto l'intervento del pontefice su quanti sono maggiormente esposti al rischio pandemia come gli immigrati che lavorano nei campi.

La lettera

 “È certamente condivisibile la necessità di venire incontro a quanti, privati di dignità, avvertono in modo più acuto le conseguenze di un'integrazione non realizzata, venendo ora maggiormente esposti ai pericoli della pandemia” si legge nella risposta recapitata al segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, come riferisce il Sir, il Servizio Informazione Religiosa. Per il pontefice “è dunque auspicabile che le loro situazioni escano dal sommerso e vengano regolarizzate, affinché siano riconosciuti ad ogni lavoratore diritti e doveri, sia contrastata l'illegalità e siano prevenute la piaga del caporalato e l'insorgere di conflitti tra persone disagiate". Il sindacato agroalimentare aveva scritto al papa chiedendo conforto e incoraggiamento per i lavoratori della filiera agroalimentare e per sottoporre il tema della regolarizzazione dei braccianti irregolari come priorità.

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Vicinanza ai lavoratori dell'agroalimentare

"A nome del Sommo Pontefice - si legge nella risposta al sindacato firmata dal Sostituto della Segreteria di Stato Edgar Peña Parra - mi pregio di riferirle la Sua vicinanza ai tanti lavoratori che, nell'ambito della filiera agroalimentare, si stanno notevolmente impegnando, tra non pochi rischi e difficoltà, per provvedere i necessari generi alimentari alla comunità. Il papa li ricorda nella preghiera, mentre porta nel cuore la dolorosa situazione dei braccianti provenienti da vari Paesi, che si vedono relegati ai margini della società e patiscono condizioni di sfruttamento inaccettabili" .

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