Braccianti stranieri, Lega contro il Pd. Ma l’ultimo decreto flussi l’ha firmato Salvini

Il leader del Carroccio attacca chi vuol far entrare i lavoratori extra-comunitari. Ma l’ex ministro degli Interni aprì la porta a 30.850 persone da impiegare nel settore agricolo e turistico. Favorevoli ai migranti nei campi sia Coldiretti che Confagricoltura

La fuga dalle campagne italiane dei lavoratori stranieri europei, principalmente provenienti dall’Est Europa, ha riaperto il dibattito sulla carenza di manodopera locale nel comparto agroalimentare nazionale, a lungo compensata da braccianti arrivati da fuori. A far scappare gli addetti a operazioni essenziali nel lavoro agricolo, dalla raccolta ortofrutticola alla cura del bestiame, è stato il coronavirus, che ha messo gli stagionali con le spalle al muro tra restare a lavorare in Italia o rimanere in patria con le proprie famiglie. In tanti hanno rinunciato alla busta paga, lasciando sguarnito l’intero comparto, come denunciato dalle organizzazioni di categoria. 

Fatto in Italia da mani straniere

“Più di un quarto del made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere con 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero”, rendeva noto la Coldiretti poche settimane fa, quando i primi blocchi ai confini iniziavano ad avere effetti devastanti sul lavoro in campagna. “In Italia - ricordava l’associazione di categoria con riferimento ai braccianti stranieri - trovano regolarmente occupazione stagionale in agricoltura fornendo il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore”.

La richiesta di Gori

Motivi che ieri hanno spinto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, a scrivere su Twitter: “Nell’agricoltura italiana lavorano 400mila lavoratori stranieri regolari, il 36% del totale, la maggior parte dei quali rumeni”. “Quest’anno non arriveranno”, prosegue l’esponente del Partito democratico, che poi si chiede: “Chi raccoglierà gli ortaggi e la frutta? Servono almeno 200mila lavoratori extracomunitari. Serve subito un decreto flussi”, ha concluso, facendo riferimento all’atto che può prendere il ministero degli Interni per far entrare regolarmente la manodopera straniera in Italia. 

Il decreto flussi di Salvini

Stamattina è arrivata la replica del leader della Lega, Matteo Salvini, che sempre su Twitter ha tagliato corto: “Il Pd non si smentisce mai”. “Ma con tutti gli italiani in difficoltà perché il Pd pensa solo agli ‘extracomunitari’?”, si legge nel post del leader leghista. Quest’ultimo è sicuramente al corrente del problema della carenza di manodopera italiana tanto nei campi quanto in altri comparti produttivi italiani. Infatti, l’ex ministro degli Interni è stato l’ultimo a firmare un decreto flussi aprendo la porta, solo un anno fa, a 30.850 lavoratori non comunitari. Tra questi, si legge negli atti, erano inclusi “18.000 per il lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero”. Il decreto precisava anche la provenienza di queste persone: Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea - Repubblica di Corea, Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. 

La sanatoria della Lega 

Gli altri 12.850 sono invece entrati per svolgere “lavoro subordinato non stagionale, autonomo e conversioni”. In questa seconda categoria sono stati fatti entrare “cittadini non comunitari che abbiano completato programmi di formazione e istruzione nei Paesi di origine, di lavoratori di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile, e di cittadini non comunitari per lavoro autonomo”, ma il decreto includeva anche “conversioni dei permessi di soggiorno già detenuti ad altro titolo in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo”, in altre parole una sanatoria. Il decreto di Salvini suscitò tanta curiosità tra i giovani di tanti Paesi, interessati dalla prospettiva di venire a lavorare in Italia, come dimostra questo tutorial in lingua urdu su YouTube che spiega ai giovani pachistani come presentare la domanda

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Associazioni di categoria a favore dei migranti in campagna

Le proposte in circolazione negli ultimi giorni per un decreto flussi ben più consistente di quello firmato dal leader della Lega quando era al Governo trovano il supporto delle principali associazioni di categoria, come Coldiretti e Confagricoltura. Per fare un esempio, l’anno scorso il presidente di Confagricoltura Padova, Michele Barbetta, lamentava che alla sua provincia fossero stati assegnati solo “ottanta lavoratori a fronte di 300 domande”. “Confagricoltura è impegnata nell’informazione e nell’assistenza alle proprie aziende per prevenire le situazioni di irregolarità e di caporalato - sottolineava il presidente di Confagricoltura Padova. “Va però sottolineato che il fabbisogno rilevante di manodopera stagionale, tipico del settore agricolo, non rende facile il normale reperimento di lavoratori”, precisava Barbetta. Un problema che secondo in tanti si potrebbe risolvere con l’impiego di un maggior numero di impiegati italiani nel settore agroalimentare, che però non sono disposti a lavorare per salari inferiori a una certa soglia.

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