Sabato, 18 Settembre 2021
Attualità

La bufala del ‘latte’ di piselli targato Ue: il prodotto Nestlé promosso dal Nutriscore usato in Francia

Le istituzioni europee non hanno avuto alcun ruolo nel lancio e nella promozione della bevanda. Ma Bruxelles finisce nel calderone delle polemiche

Foto dal profilo Twitter @ThePlantBaseMag

L’ennesima tempesta in un bicchier d’acqua. Anzi, di finto latte di piselli. La multinazionale svizzera Nestlé ha lanciato una bevanda vegetale a base di proteine di piselli. Si tratta di una nuova alternativa vegana al latte di origine animale che - sembra assurdo, ma occorre chiarirlo - resterà in commercio. La nuova linea di latte finto ottenuto dalla macinazione di piselli essiccati verrà lanciata in Francia, Paesi Bassi e Portogallo, ha chiarito la multinazionale elvetica. In caso di successo, è prevedibile che possa arrivare anche nei supermercati del resto d’Europa.

La polemica

A far andare su tutte le furie la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è stato riconoscimento della A ai sensi dell’etichetta Nutriscore, corrispondente al punteggio massimo dell’ormai famoso marchio a semaforo. “Ecco l'ultima follia dell'Europa: dopo gli insetti nel cibo e il vino diluito con l'acqua arriva il latte sintetico creato in laboratorio con derivati di legumi”, ha tuonato Meloni. “Non si ferma la campagna contro il made in Italy”, ha sostenuto la parlamentare per poi promettere: “Fratelli d'Italia continuerà la propria battaglia, in Italia e in Europa, contro il Nutriscore che rappresenta una pericolosa minaccia per il sistema agroalimentare italiano e un favore alle multinazionali della grande distribuzione”. Già, ma che c’entra l’Europa?

Europa tirata in ballo per l'etichetta francese

Il Nutriscore è un’etichetta nata in Francia e sostenuta dal Governo di Parigi e sulla cui regolamentazione l’Unione europea non ha alcun potere. Agli occhi del consumatore, il Nutriscore si presenta come un semaforo accompagnato dalle prime lettere dell’alfabeto: dalla A verde scura, alla E rossa. In estrema sintesi, il semaforo rosso corrisponde ai prodotti che fanno male alla salute, giallo e arancione per quelli da limitare, verde a quelli raccomandati senza particolari necessità di moderazione. La A 'conquistata' dalla bevanda vegetale corrisponde dunque a un significato ben preciso: il nuovo prodotte Nestlé non contiene troppi grassi saturi né un’eccessiva quantità di sale o zucchero. 

Che c'entra Bruxelles?

L’Europa, ritenuta responsabile non si sa bene di quale colpa, viene tirata in ballo in quanto presunta sostenitrice del Nutriscore. Eppure, Bruxelles non ha toccato palla in una partita tutta interna alla Nestlé (che ha scelto di mettere in commercio il prodotto) e il comitato scientifico che assegna il punteggio ai nuovi alimenti e bevande. L’etichetta a semaforo, oltre che in Francia, viene oggi usata in Belgio, Svizzera, Germania, Spagna, Olanda e Lussemburgo, anche se i singoli Paesi lasciano la libertà ai produttori di decidere se applicarla o meno ai loro articoli. L’etichetta non viene usata in Italia, dove la nuova bevanda - almeno per il momento - non verrà neanche messa in commercio.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La bufala del ‘latte’ di piselli targato Ue: il prodotto Nestlé promosso dal Nutriscore usato in Francia

AgriFoodToday è in caricamento