"Più trasparenza sul cacao", l'appello di multinazionali e ong all'Ue

Per una volta, big del settore come Mars e Mondelez e il fronte ambientalista si uniscono per combattere deforestazione e violazione dei diritti umani nella filiera del cioccolato. Di cui l'Europa è il principale mercato mondiale

Stretta sul cacao importato da quelle regioni in cui le piantagioni provocano deforestazione e sfruttamento, in particolare della forza lavoro minorile. E' la richiesta avanzata all'Unione europea da alcuni dei maggiori produttori mondiali di cioccolato, come Mars e Mondelez, e alcune ong come Fairtrade.

Nello specifico, l'appello congiunto mira a fare in modo che l'Unione europea rafforzi i requisiti in materia di due diligence per quanto riguarda i diritti umani e l'ambiente da parte delle aziende che riforniscono di cacao la filiera agroalimentare. Nel documento congiunto, si chiede di applicare i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, principi che secondo i promotori dell'appello “gioveranno a tutti gli attori della catena di approvvigionamento in termini di un insieme chiaro e coerente di regole e intenti comuni”.

L'industria del cacao è stato spesso accusata di non rispettare gli standard internazionali sul lavoro minorile e di provocare la deforestazione. L'Ue, dal canto suo, è il maggiore importatore e consumatore di cacao nel mondo e per questo, sostengono i promotori dell'appello, "ha una maggiore capacità rispetto a qualsiasi altro mercato di consumo di guidare il cambiamento nel settore del cacao, anche attraverso un'azione legislativa per affrontare questi problemi".

Il fatto che le principali multinazionali del settore abbiano sposato un'iniziativa finora portata avanti dalle ong ambientaliste, secondo Julia Christian, consulente di Fern (ong che si batte per la tutela delle foreste), rappresenta un "potente segnale dell'urgente necessità di regolamenti per porre fine alla deforestazione e alle violazioni dei diritti umani che hanno deturpato l'industria del cacao per decenni". ”.

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L'eurodeputata Heidi Hautala, vicepresidente del Parlamento europeo, ha dichiarato che l'Ue "ha la chiara responsabilità di garantire che l'ingresso del cacao nel mercato dell'UE non comporti i consumatori nel lavoro minorile e nella deforestazione". Ha aggiunto che, oltre alla legislazione obbligatoria sulla dovuta diligenza, l'Ue dovrebbe anche "utilizzare i suoi altri strumenti per partenariati con i principali paesi produttori (come il Ghana e la Costa d'Avorio), compresa la cooperazione allo sviluppo".

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