Cibo e coronavirus, 6 falsi miti su cui fare chiarezza

Dagli integratori sponsorizzati come miracolosi alle presunte pietanze 'anti-corona'. Un team di esperti fa chiarezza, affrontando anche le preoccupazioni sull'igiene al supermercato, l'allattamento al seno delle mamme positive e la sicurezza dell'acqua di rubinetto

Dalle pietanze che diminuirebbero le probabilità di contagio ai cibi contaminati. Sono tante le bufale o le informazioni inesatte che circolano su giornali, social network e chat comuni in merito al coronavirus. L’organizzazione no-profit Eufic (European Food Information Council), attiva dal 1995 per dare una corretta informazione sul cibo e la salute alimentare, ha messo in fila alcuni falsi miti da sfatare sul Covid-19. 

Cibi anti-coronavirus

“Al momento - scrivono gli esperti di Eufic - non ci sono prove convincenti che qualsiasi modello alimentare o dietetico possa ‘rafforzare’ il nostro sistema immunitario e prevenire o curare Covid-19”. Chiaramente, valgono comunque le regole sulla corretta alimentazione che mettono al riparo le persone in salute - così come chi si trova ad affrontare una o più patologie - da altri rischi e complicazioni. “Esistono diversi nutrienti (acido folico, ferro, selenio, zinco e vitamine A, B6, B12, C e D) che svolgono un ruolo importante nel nostro sistema immunitario”, spiegano gli attivisti che lavorano a stretto contatto con un team di esperti. “In genere - si legge tra le raccomandazioni - si consiglia di seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, che ci consenta di assumere questi nutrienti attraverso il cibo. Oltre a un'alimentazione sana, essere fisicamente attivi, ridurre lo stress e dormire a sufficienza”. Tutte buone pratiche che “aiutano anche a sostenere il normale funzionamento immunitario”.

Integratori che "potenziano" il nostro sistema immunitario contro il Covid-19

“Al momento non ci sono prove né indicazioni accertate a livello Ue” con riferimento a “un integratore possa ‘rafforzare’ il nostro sistema immunitario e prevenire o curare le infezioni virali, come il Covid-19”. Nessuna pozione magica o pastiglia salva-vita, dunque. E ciò “dovremmo tenerlo presente quando si valutano le informazioni date da persone o organizzazioni che sostengono il contrario”. “Accertarsi di soddisfare i requisiti dietetici per molte vitamine e minerali è importante per la buona salute e il normale funzionamento immunitario”, sottolinea l’Eufic. Ma per assicurarsi che ciò avvenga, basta “seguire una dieta sana ed equilibrata” che “dovrebbe fornire tutti i nutrienti necessari di cui abbiamo bisogno”. “In caso di difficoltà specifiche nel soddisfare le esigenze dietetiche, è possibile utilizzare integratori per aggiungere sostanze nutritive alla nostra dieta”, precisa il comunicato. Ma di certo, nessun integratore può escludere il contagio da Covid-19.

Il virus si trasmette col cibo?

“L'Autorità europea per la sicurezza alimentare - ricorda Eufic - ha dichiarato che al momento non ci sono prove del fatto che il Covid-19 venga trasmesso attraverso il consumo di alimenti”. Ciononostante, “si raccomandano sempre buone pratiche di sicurezza alimentare per ridurre al minimo il rischio di malattie di origine alimentare”. In altre parole, sebbene non ci siano prove che il virus possa arrivare con la spesa, quando si maneggia il cibo è sempre meglio “lavarsi le mani per 20 secondi con sapone prima e dopo aver cucinato o mangiato”, “coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o una manica quando si tossisce o si starnutisce”, “lavare frutta e verdura prima di mangiarli”, “disinfettare le superfici e gli oggetti prima e dopo l’uso”, ma anche “tenere separati gli alimenti crudi e cotti per evitare che i microbi dannosi si diffondano dagli alimenti crudi ai cibi pronti”. Ultima regola d’oro per proteggersi da tutti i microbi è quella di “cucinare e riscaldare i cibi a temperature adeguate (≥72°C per 2 minuti)”. 

Il virus si trasmette toccando le confezioni di cibo?

“Il modo principale - spiegano gli esperti - in cui il virus Covid-19 si diffonde da persona a persona è attraverso il contatto con goccioline di starnuti o tosse di una persona infetta”. “Poiché il virus può resistere sugli imballaggi di cartone per un giorno e su quelli di plastica per diversi giorni, esiste il rischio remoto di essere infettati dal contatto con una superficie o un oggetto”, soprattutto quando, dopo aver toccato la confezione ‘infetta’ si mettono le mani in bocca, sul naso e negli occhi. Questo rischio - seppure “molto basso” - include gli imballaggi degli alimenti. “Nei negozi - precisa il vademecum - il più grande rischio di contaminazione rimane il contatto con altre persone e superfici ‘ad alto contatto’ come le bilance, le maniglie del carrello della spesa o i pulsanti dell'ascensore, sebbene molti negozi stiano adottando misure per disinfettare con regolarità tali superfici”. Lavarsi le mani con regolarità prima e dopo aver fatto la spesa protegge se stessi e l’intera comunità anche da questa forma di contagio. Ma gli esperti aggiungono che è sempre meglio lavarsi le mani anche prima di “disimballare gli alimenti e prendere i cibi da asporto” e ripetere l’operazione subito dopo. Si raccomanda inoltre di “mantenere una distanza di sicurezza da altre persone durante lo shopping”, “non andare a fare shopping quando si è malati”.

Il Covid-19 può diffondersi attraverso l'acqua del rubinetto?

“Il virus - ricorda l’Eufic - non è stato rilevato nell'acqua potabile”. “Sebbene il virus possa rimanere attivo nell'acqua per un breve periodo di tempo, sia il rubinetto che l'acqua in bottiglia passano attraverso diversi metodi di trattamento quali filtrazione e disinfezione”, capaci si disinnescare il rischio infezione. 

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Puoi ancora allattare se hai Covid-19?

Anche in caso di positività al coronavirus, gli esperti garantiscono che è possibile proseguire l’allattamento al seno. Occorre però seguire le seguenti norme di sicurezza: “Praticare l'igiene respiratoria indossando una maschera durante l’allattamento”, “lavarsi le mani prima e dopo aver toccato il bambino”, “pulire e disinfettare regolarmente le superfici”. Le mamme che usano un tiralatte devono inoltre lavarsi le mani prima di toccare il dispositivo e “provvedere alla corretta pulizia e sterilizzazione dopo ogni utilizzo”, ricordano infine gli esperti.

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