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Duro colpo della Brexit alle esportazioni britanniche di cibo e bevande in Ue: a gennaio meno 75%

Lo affermano i dati della Food and Drink Federation secondo cui è stata colpita soprattutto la rotta irlandese. "Col divorzio sfide significative per le aziende, soprattutto le più piccole"

La Brexit ha dato un duro colpo alle esportazioni di cibo e bevande dal Regno Unito verso l'Unione europea. Queste ultime a gennaio, nel primo mese in cui il divorzio è diventato effettivo, sono crollate del 75,5 per cento secondo i dati della Food and Drink Federation. Secondo i l gruppo di pressione la rotta commerciale più colpita è stata quella dell'Irlanda che, nel gennaio 2020, era il più grande mercato britannico, rappresentando circa il 18% del totale di alimenti e bevande esportati. Ora è scesa a solo il 5 per cento.

Come riporta la Reuters se sicuramente l'accumulo di scorte pre-Brexit e la debole domanda di ospitalità durante la pandemia sono stati un fattore determinante del calo, la Federazione ha affermato che comunque "gran parte" della caduta sarebbe stata probabilmente dovuta a nuove barriere non tariffarie che hanno colpito in modo particolarmente duro i produttori più piccoli. "Le aziende devono affrontare sfide significative quando commerciano con l'Ue e le piccole imprese in particolare sono state chiuse perché la distribuzione di groupage non funziona", ha detto il suo responsabile del commercio internazionale Dominic Goudie, riferendosi al sistema logistico che trasporta più spedizioni per i piccoli produttori.

"In assenza di soluzioni, gli esportatori dell'Ue dovranno affrontare più o meno le stesse difficoltà quando il modello operativo di frontiera completo del Regno Unito entrerà in vigore nel 2022", ha avvertito. Anche i dati ufficiali pubblicati all'inizio di questo mese hanno mostrato che il commercio tra il Regno Unito ed Europa è stato duramente colpito a gennaio, con le esportazioni complessive in calo del 40,7% a gennaio rispetto a dicembre.

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