L'allarme per la Fase 2: in Italia 5mila ristoranti sono in mano alla mafia

Secondo il rapporto Agromafie la criminalità organizzata ha compreso che il settore è strategico, soprattutto in tempi di crisi, anche per condizionare la vita delle persone

Foto Ansa EPA/PPABLO GIANINAZZI

La malavita è arrivata a controllare 5mila locali della ristorazione con l'agroalimentare che è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della criminalità organizzata che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la vita quotidiana della persone.

Il rapporto

La denuncia arriva dalla Coldiretti sulla base del rapporto Agromafie in riferimento al report dell'Organismo di Monitoraggio delle infiltrazioni criminali sull'emergenza Covid - 19 secondo il quale "le difficolta' economiche del settore turismo e ristorazione rappresentano i momenti maggiormente privilegiati per reinvestire danaro". "La criminalità organizzata e la mafia - sottolinea la Coldiretti - approfittando della crisi economica, penetrano in modo massiccio e capillare nell'economia legale ricattando con l'usura o acquisendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi in Italia e all'estero. In questo modo la malavita si appropria di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l'imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti".

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Volume d'affari da 24 miliardi

Dall'agricoltura all'allevamento, dalla distribuzione alimentare alla ristorazione, il volume d'affari complessivo annuale della criminalità nell'agroalimentare nazionale, stima ancora Coldiretti, è salito a 24,5 miliardi di euro . "Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare", conclude il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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