Il Covid blocca i macelli, 'gasati' 400mila polli negli allevamenti del Regno Unito

Dopo l'isolamento forzato di decine di dipendenti contagiati, in vari stabilimenti si è interrotta la catena di produzione ed è stato deciso di abbattere gli animali anche se non saranno mangiati

Foto Ansa EPA/CHRISTIAN THOMPSON

La pandemia di coronavirus adesso sta portando conseguenze molto pesanti anche negli allevamenti di polli. Nel Regno Unito saranno almeno 400mila gli animali che saranno abbattuti a causa delle interruzioni al lavoro di diversi impiant di macellazione, dovute al fatto che i dipendenti contagiati e i loro colleghi sono dovuti entrare in quarantena per evitare la diffusione del contagio. I polli che non possono essere macellati per diventare cibo vengono solitamente gassati con CO2 e il loro corpo trasformato in grasso e altri sottoprodotti animali, ma la loro carne non entra nella catena alimentare.

Secondo il British Poultry Council (BPC), il Regno Unito alleva e macella circa 20 milioni di volatili alla settimana. Circa il 95% sono polli e la maggior parte viene trasformata in pochi grandi macelli, ciascuno con una capacità di circa 2 milioni di volatili a settimana. La perdita di produzione anche in un solo grande macello può avere impatti significativi lungo la catena alimentare e creare problemi di benessere all'interno degli stabilimenti.

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Da qui la necessità degli abbattimenti. Circa la metà del personale di Banham Poultry nel Norfolk, in Inghilterra, ha dovuto autoisolarsi dopo che 75 dipendenti sono risultati positivi al coronavirus. L'impianto prevede di "abbattere umanamente 300.000 uccelli utilizzando un sistema a gas", ha detto il suo direttore, Blaine Van Rensburg. Per il futuro la situazione è ancora incerta in quanto, finché la pandmeia sarà in corso e non ci saranno medicine adeguate o un vaccino, problemi del genere potrebbero porsi nuovamente.

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