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Photo by Bernard Gagnon - commons.wikimedia.org

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Il coronavirus mette a rischio la raccolta del tè, si teme l'aumento dei prezzi

I principali produttori in difficoltà per la pandemia. Lavoro fermo in India e disagi anche in Cina, Sri Lanka e Vietnam. E anche le aste agricole ormai si fanno solo online

Interruzioni del raccolto e blocchi dei trasporti dovuti al coronavirus stanno mettendo a rischio l’approvvigionamento di tè proveniente di maggiori produttori a livello mondiale. Problemi che hanno coinvolto anche la regione indiana dalla quale provengono le varietà più pregiate. Un calo del 9% della produzione indiana nell’anno in corso combinato a un aumento della domanda da parte dei bevitori in tutto il mondo, gran parte dei quali è ancora bloccato in casa, ha avuto l’effetto di far crescere il prezzo del prodotto finale, come rivelato dal quotidiano britannico The Guardian

I danni in India

Le misure di confinamento nello Stato indiano nord-orientale dell'Assam hanno sospeso il lavoro per oltre un mese in una parte cruciale della stagione agricola. L'epidemia globale di coronavirus si è intensificata nel momento peggiore possibile per i produttori di tè indiani, proprio durante la fase del raccolto delle foglie.

Buone notizie per il Kenya 

Anche altri paesi esportatori di tè, tra cui Cina, Sri Lanka e Vietnam, hanno subito grossi disagi, sebbene il Kenya, il principale fornitore di tè nel Regno Unito, sia per ora riuscito a mantenere l’approvvigionamento. L'International Tea Committee ha previsto che il Paese potrebbe vedere un aumento della produzione del 15% quest’anno. Le operazioni di raccolta sono state invece colpite in Sri Lanka, dove la produzione di tè nel primo trimestre dell'anno è scesa ai livelli più bassi degli ultimi decenni. Anche le esportazioni hanno sofferto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, scendendo da 59,5 milioni di chilogrammi a 14,1 milioni di chilogrammi.

Ripercussioni sulle aste

Le aste settimanali di tè del Paese, una tradizione che si ripete da 125 anni, ad aprile per la prima volta si sono svolte online per rispettare le misure di distanziamento sociale. Una misura necessaria dal momento che le aste, di solito, coinvolgono circa 200 persone. "Questa è la prima volta che la produzione di tè è stata colpita a livello nazionale", ha affermato Roshan Rajadurai dell'Associazione Planters. Il lavoro si è fermato completamente per un paio di giorni, ha detto, ma il Governo ha permesso di riprendere le attività agricole.

Preoccupazione sui prezzi

Oltre alle complicazioni poste dall'epidemia di Covid-19, i produttori di tè hanno anche dovuto affrontare una siccità senza precedenti, ha aggiunto Rajadurai. Nel frattempo, in Vietnam le esportazioni sono diminuite del 2,5% durante il primo trimestre del 2020. “Sebbene non ci siano state interruzioni nella fornitura di tè nel Regno Unito, è probabile che i prezzi continueranno a salire - rileva il Guardian - spinti dall'interruzione del funzionamento e dalle speculazioni sulla carenza”.

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