Venerdì, 30 Luglio 2021
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Allarme Ue: tutti gli allevamenti di visoni in Europa sono a rischio coronavirus

Virus rilevato finora in 400 stabilimenti in tutta l'Unione. Uno studio di Efsa ed Ecdc chiede di aumentare il livello di allerta e di fare test regolari su tutto il personale

Gli Stati europei devono mantenere alta la guardia riguardo agli allevamenti di visoni. Tutti gli impianti dei Paesi membri devono essere considerati a rischio Covid e i test su personale e animali dovrebbero essere una priorità. Sono le conclusioni di un rapporto congiunto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Il rapporto raccomanda il rilevamento precoce del nuovo coronavirus negli allevamenti di visoni dell'Ue come obiettivo prioritario delle attività di monitoraggio. Il coronavirus “si diffonde in modo molto efficiente negli allevamenti di visoni una volta introdotto, per contatto diretto e indiretto, e l'elevata densità di animali all'interno degli impianti aumenta le possibilità di trasmissione”, e inoltre “è probabile che si verifichi una diffusione tra le aziende agricole una volta introdotto il Sars-CoV-2”, si legge nel rapporto. Lo studio sottolinea che “la salute umana può essere a rischio a causa di virus varianti legate al visone”, anche se precisa che “finora questi non hanno dimostrato di essere più trasmissibili o di causare un impatto più grave rispetto ad altre Sars circolanti”.

In ogni caso per i due enti “tutti gli allevamenti di visoni dovrebbero essere considerati a rischio di infezione, pertanto l'obiettivo del monitoraggio dovrebbe essere la diagnosi precoce”, e ciò “include il monitoraggio passivo (in atto in tutto il territorio di tutti i Paesi in cui vengono allevati animali sensibili alla SARS-CoV-2) ma anche il monitoraggio attivo mediante test regolari”, che deve essere portato avanti effettuando “controlli frequenti presso il personale dell'allevamento e tutte le persone a contatto con gli animali”. Fino al gennaio 2021 il virus è stato rilevato in 400 allevamenti di visoni in nove Paesi europei, di cui 290 in Danimarca, 69 nei Paesi Bassi, 17 in Grecia, 13 in Svezia, 3 in Spagna, 2 in Lituania, 1 in Francia e in Italia, portando all'uccisione di milioni di animali.

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