Coronavirus, Ue crea le 'corsie verdi' e agricoltori italiani esultano: "Salvi 4 miliardi"

La Commissione ha varato le linee guida per consentire al traffico merci di proseguire nel mercato unico europeo nonostante le restrizioni alle frontiere per il Covid-19. Coldiretti: "Provvedimento atteso"

File di tir in Germania a cauda dei controlli per il coronavirus

Ok alle restrizioni alle frontiere per ragioni sanitarie, ma nel mercato unico europeo il tempo di attesa per chi trasporta merci, tanto più se beni di prima necessità come i generi alimentari, non devono superare i 15 minuti. E' quanto prevedono le linee guida varate dalla Commissione europea per far fronte al congestionamento del traffico nell'Ue dopo le decisioni di diversi Stati membri di sospendere gli accordi di Schengen e riattivare i controlli ai confini per cercare di fermare l'avanzata del Covid-19. Una mossa, quella di Bruxelles, salutata con estremo favore dal comparto agroalimentare italiano, che da settimane lamenta rallentamenti all'export dei nostri prodotti. 

"L'apertura di corsie verdi alle frontiere comunitarie salva 4 miliardi euro di frutta e verdura fresca altamente deperibile diretta per il consumo nei Paesi dell'Unione europea", afferma Coldiretti. Le linee guida dell'Ue per l'istituzione di corsie verdi o preferenziali per la circolazione delle merci prevedono il passaggio delle merci alla frontiera in 15 minuti al massimo; corsie aperte al trasporto di tutte le merci; la sospensione delle restrizioni dei governi nazionali per i trasporti; e la riduzione delle formalità amministrative per i lavoratori dei trasporti di tutte le nazionalità. "Questo weekend ci sono state file fino a 40 chilometri" ad alcuni confini per il passaggio dei camion, "con code di 18 ore", ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, annunciando la pubblicazione delle linee guida in un videomessaggio su Twitter. "E' importante che in questo momento di crisi l'accesso alle merci sia assicurato, e che le medicine e l'equipaggiamento medico raggiungano gli ospedali", ha detto la presidente. "L'epidemia di Coronavirus ha un grande impatto sui trasporti europei e le misure introdotte per rallentarne la diffusione stanno allo stesso tempo rallentando, e a volte paralizzando, i trasporti. Questo ritardo nel trasporto di merci puo' causare una scarsità di beni", ha aggiunto.

Von der Leyen ha chiesto ai governi nazionali di "sospendere le restrizioni, come i divieti di circolazione di notte o nei fine settimana. Questa è una situazione eccezionale, dobbiamo essere flessibili", ha continuato. Inoltre, occorre ridurre le "formalità amministrative per i lavoratori del settore dei trasporti di tutte le nazionalità per metterli nelle condizioni di attraversare rapidamente i confini. I controlli sanitari alle frontiere possono essere uno strumento utile e una misura complementare contro la propagazione del virus, ma devono essere organizzati in modo tale che la libera circolazione delle merci non si fermi", ha sottolineato la presidente della Commissione. Parole che in qualche modo rispondono alle polemiche avanzate dall'Italia dopo che alcuni operatori commerciali europei avevano chiesto nei giorni scorsi garanzie aggiuntive per paura di un contagio del coronavirus legato ai nostri prodotti agroalimentari.

Ecco perché Coldiretti, tra le organizzazioni che hanno denunciato questi aggravi burocratici, saluta con favore la decisione della Commissione, parlando di un pronunciamento "fortemente atteso dopo che le decisioni unilaterali di molti Stati membri hanno pregiudicato le consegne all'estero con gravi danni soprattutto per prodotti alimentari deperibili, dall'ortofrutta ai fiori'', ha detto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

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