Nuovi dazi Usa su vino e olio made in Italy? Appello degli agricoltori a Ue

Dopo formaggi, salumi e agrumi, altri due pezzi pregiati dell'export agroalimentare italiano rischiano di venire colpiti dalle tariffe di Trump. Confagricoltura: "Bruxelles intervenga con la massima urgenza"

Dopo formaggi, salumi e agrumi, i dazi Usa voluti dal presidente Donald Trump potrebbero a breve colpire anche altri due pezzi pregiati dell'export made in Italy: l'olio d'oliva e il vino. A lanciare l'allarme è Confagricoltura. Che avverte: oltre all'inserimento nella black list stilata da Washington "nel contesto del contenzioso sugli aiuti pubblici al consorzio Airbus", l'altra brutta notizia è che i dazi già in vigore  "potrebbero raddoppiare: dal 25 al 50 per cento. Con la conseguenza di spingere in nostri prodotti fuori mercato". Insomma, un Capodanno non proprio entusiasmante per un mercato, quello statunitense, dove le nostre imprese agroalimentari fatturano oltre 4 miliardi di euro all'anno.

“La prospettiva è particolarmente preoccupante per tutto il sistema agroalimentare italiano – sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - E non c’è molto tempo per reagire. Le consultazioni con gli operatori economici, promosse dall’amministrazione Usa, si concluderanno il 13 gennaio prossimo. A seguire, i nuovi dazi potrebbero scattare al massimo nel giro di un mese”.

Confagricoltura punta il dito su Bruxelles. “Siamo grati al governo per le iniziative già in corso a tutela delle nostre esportazioni - ha aggiunto Giansanti -. Analoghe iniziative sono state avviate anche da altri Stati membri. Continua, invece, a mancare una risposta dell’Unione europea”. Giansanti rilancia la richiesta di un negoziato diretto con l’amministrazione Usa per negoziare un accordo che metta fine al contenzioso commerciale. "Dopo le intese raggiunte con Giappone e Cina, è facile prevedere che sia destinata a salire la pressione degli Usa sull’export dell’Unione europea", sottolinea.

“All’Unione europea abbiamo anche espresso l’esigenza di accelerare la procedura, per mobilitare un’adeguata dotazione finanziaria straordinaria a supporto dei settori produttivi colpiti dai dazi Usa - continua Giansanti - A breve, saranno evidenti gli effetti negativi dei dazi già in vigore dall’ottobre scorso sulle nostre esportazioni destinate al mercato statunitense. In particolare, per Parmigiano reggiano e Grana padano si sono esaurite le scorte accumulate in precedenza dagli importatori Usa. Se necessario, si dovrà intervenire con la massima urgenza”.

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Confagricoltura ricorda che nel 2018 le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani sul mercato Usa hanno superato i 4 miliardi di euro e che circa la metà del valore complessivo è assicurata dalle vendite di vini (1,5 miliardi) e olio d’oliva (400 milioni), che potrebbero essere sottoposte ai nuovi dazi allo studio a Washington.

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