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Sabato, 22 Giugno 2024
La svolta

La prima capitale europea "vegan" che eliminerà la carne dai suoi menù

Edimburgo ha sottoscritto un documento internazionale in cui promette di offrire solo piatti vegetariani in tutte le mense pubbliche, dalle scuole agli ospedali e alle carceri

Prima capitale europea ad eliminare la carne dai menù. Potrà fregiarsi di questo titolo Edimburgo, la cui amministrazione comunale ha appena approvato il Plant Based Treaty, un'iniziativa che mira a ridurre le emissioni di gas serra connesse alla produzione e al consumo di cibo. Non si tratta di un'anteprima assoluta, visto che prima della città scozzese già altri governi cittadini hanno aderito agli impegni, come Los Angeles. Edimburgo ha però il merito di spiccare tra le principali città del vecchio continente.

L'idea risale al marzo scorso, quando il consigliere dei verdi Steve Burgess aveva presentato per la prima volta lidea di aderire al documento durante una riunione del Consiglio comunale. Dapprima l'amministrazione ha votato all'unanimità per produrre una valutazione d'impatto sulle conseguenze derivanti dell'approvazione dell'iniziativa. "Dichiarando la nostra approvazione, riconosciamo che i sistemi alimentari sono uno dei principali motori dell'emergenza climatica e che il passaggio a diete a base vegetale può contribuire enormemente alla riduzione delle emissioni di gas serra", ha ricordato Burgess. I vantaggi per la società sarebbero: un minore impatto ambientale, benefici per la salute e un miglioramento del benessere degli animali.

Il rapporto è stato così presentato a metà gennaio al Comitato per le politiche e la sostenibilità. Il documento ha in effetti riconosciuto che "le diete ricche di proteine ​​vegetali e povere di carne e latticini riducono le emissioni di gas serra e che, di conseguenza, lo spostamento del consumo verso diete a base vegetale ha un grande potenziale di mitigazione". Il testo conferma che il consumo di carne e latticini deve essere ridotto per raggiungere gli obiettivi climatici". Secondo gli autori del rapporto la dieta rappresenta il 23% dell'impronta basata sui consumi di Edimburgo, con il 12% derivante dal consumo di carne.

La relazione è stata poi arricchita da una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi, approvati col sostegno dei Laburisti e del Partito nazionale scozzese. Di altro avviso i Conservatori, che spingono per piatti a base di bistecche ed hamburger, dato che la carne "svolge un ruolo cruciale in una dieta equilibrata e nel loro sviluppo fisico", riferendosi ai giovani, come dichiarato da un consigliere. Cosa comporterà in concreto l'adesione?

Il Comune dovrebbe impegnarsi ad eliminare i piatti a base di carne in tutti i menu delle scuole e degli ospedali pubblici, così come nelle mense delle istituzioni locali e nelle carceri. Cammy Day, presidente del consiglio comunale, ha però precisato che la sottoscrizione del ‘trattato vegetale’ non corrisponde ad un'immediata eliminazione della carne. Si tratterà principalmente di incoraggiare la scelta di alternative a base vegetale, ma resteranno ancora piatti a base di carne come opzione secondaria.

Burgess, leader del Consiglio di Edimburgo, non vuole fermarsi qui. Ha promesso di scrivere al primo ministro della Scozia per incoraggiare il governo ad aderire a livello nazionale al trattato. Anche gli attivisti per il clima chiedono ad altre città di seguire l'esempio della capitale per creare un movimento guidato dal consiglio nazionale che sia impegnato a promuovere una transizione verso diete vegetali più sane e sostenibili.

“Edimburgo ha mantenuto la sua reputazione di leader climatico globale riconoscendo la necessità fondamentale di ridurre le emissioni di gas serra dal sistema alimentare per raggiungere i nostri obiettivi climatici", ha affermato Nicola Harris, direttore delle comunicazioni di Plant Based Treaty, sottolineando che "la promozione di alimenti a base vegetale in tutta Edimburgo aiuterà i residenti a fare scelte informate migliori per il pianeta, la salute personale e la protezione degli animali". L'adesione al movimento che promuove diete a base vegetale è aperta a tutti. Basta chiedere ai propri consiglieri locali di sostenere il documento e presentare una mozione da far approvare dal proprio comune.

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