Coronavirus, la Finlandia resta a corto di vino

Dopo le prime misure restrittive annunciate dal governo di Helsinki, i finlandesi hanno preso d'assalto i supermercati. Tra i prodotti più venduti le confezioni in cartone di rossi e bianchi

Scaffali vuoti in un supermercato in Finlandia

Non appena il governo ha disposto una serie di restrizioni alla vita pubblica per far fronte all'epidemia di coronavirus, come in altri Paesi europei, i finlandesi hanno preso d'assalto i supermercati, facendo scorte di beni di prima da necessità. Ma se in quasi tutta Europa gli scaffali vuoti hanno riguardato pasta, riso, conserve e carta igienica, nel Paese scandinavo si segnala la carenza di vino. Per la precisione, le confezioni in cartone da 5 o più litri.  

“La situazione è davvero eccezionale, in più di 30 anni di esperienza non ho mai visto scene del genere. È impossibile prevedere cosa e quanto acquisteranno i clienti", dice Kari Pennanen, direttore commerciale della catena di supermercati Alko. Più che l'ammontare complessivo delle vendite, che è stato leggermente superiore allo stesso periodo dell'anno nel 2019, quelo che ha colputo Pennanen sono le tipologie di prodotti acquistati: "Quello con la crescita maggiore è stato il comparto vino, soprattutto le grandi confezioni di cartone con le valvole", ha detto. 

Anche la vicina Estonia ha segnalato carenze nelle scorte di alcolici, tanto che il governo di Tallin sta valutando se porre dei limiti alla vendita di vini e liquori.

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