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Domenica, 29 Maggio 2022
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L'Ue accontenta gli agricoltori italiani: 50 milioni di euro e stop ad aree verdi

I fondi rientrano in un piano complessivo da 1,5 miliardi, adottato per far fronte alle conseguenze del conflitto in Ucraina. Più grano e mais per garantire sicurezza alimentare

Un miliardo e 500 milioni di fondi destinati alle imprese agricole europee. Questa la misura straordinaria complessiva che l'Unione europea ha deciso di adottare per contrastare il caro prezzi dell'energia e delle materie prime agricole causata dalla guerra in Ucraina. L'annunciata il commissario all'Agricoltura Janusz Wojciechowski nel corso di un incontro della commissione competente dell'Europarlamento. Per la prima volta verrà utilizzata la riserva di crisi da 500 milioni prevista dalla Politica agricola comune, cui si aggiunge il cofinanziamento di misure di emergenza extra da 1 miliardo. Il commissario ha comunicato anche che ci sarà una deroga agli obblighi Pac sui terreni "a riposo" per garantire all'agricoltura europea di acquisire maggiore autonomia produttiva rispetto alle importazioni e garantire la sicurezza alimentare necessaria per nutrire i cittadini europei.

A questo proposito, Norbert Lins, presidente commissione agricoltura del Parlamento europeo, ha scritto su Twitter: “La sicurezza alimentare dovrebbe essere la nostra priorità numero 1. Ogni tonnellata in più di grano nell'Unione europea quest'anno non è solo una tonnellata in più per la sicurezza alimentare nell'Ue e per combattere la fame nel mondo. È anche una tonnellata in più contro Putin e per il rafforzamento della democrazia e della libertà”. Soddisfazione è stata espressa dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, che ha commentato: "Molto bene la prontezza della Commissione Ue: servono risorse per garantire le produzioni”.

Secondo le prime indiscrezioni, circa 50 milioni di euro saranno destinati all'Italia. Soldi che gli Stati membri potranno cofinanziare. "Non solo fondi freschi, che gli Stati membri dovranno spendere entro l'anno per supportare la liquidità delle aziende agricole con interventi che compensino l'innalzamento dei costi energetici o dei fertilizzanti”, ha dichiarato l'eurodeputato Paolo De Castro, specificando che si tratta di “misure volte a far fronte all'emergenza dovuta alla scarsità di prodotti chiave, quali cereali e colture proteiche”. Il deputato socialista ha espresso soddisfazione anche per la scelta dell'esecutivo Ue di sospendere “il blocco all'utilizzo dei fitofarmaci nelle aree agricole lasciate a riposo (Efa), che potranno quindi tornare a essere coltivate in modo tradizionale”.

Secondo i primi calcoli della Coldiretti “con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue possono essere recuperati in Italia alla coltivazione 200mila ettari di terreno per una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione, necessari per ridurre la dipendenza dall’estero”. E’ quanto ha affermato il presidente della confederazione Ettore Prandini, che reputa però insufficienti i fondi destinati alle imprese agricole italiane, che necessiterebbero di sussidi più ingenti per fronteggiare l'aumento dei costi energetici, per mangimi e fertilizzanti.

La scelta dell'Ue, secondo i Verdi europei, costituisce invece un passo indietro rispetto alle misure orientate alla sostenibilità ambientale adottate tramite la Pac e agli obiettivi concordati nella strategia Farm to fark. “Se davvero ci teniamo alla nostra sovranità alimentare, bisogna non solo applicare la Pac, ma andare anche oltre”, commenta Rosa D'Amato, eurodeputata dei Greens, che spiega: “Un’agricoltura più sostenibile e meno legata a pesticidi e fertilizzanti chimici sarebbe meno dipendente, per esempio, dagli input sintetici, che sono prodotti in gran parte utilizzando gas russo, e quindi permetterebbe di costruire davvero la nostra sovranità alimentare e politica”. La misura dell'Ue prevederebbe un aumento dell'anticipo Pac non solo per gli aiuti diretti, ma anche per le misure a superficie (o a capo di bestiame) dello Sviluppo rurale, premiando ancor più i grandi proprietari terrieri e gli allevamenti intensivi. Già entro metà ottobre i sussidi dovrebbero arrivare nelle tasche dei produttori.

Mentre i socialisti festeggiano lo stop agli obiettivi mirati alla sostenibilità ambientale, i Verdi mettono in guardia da questa inversione di rotta mirata ad incrementare il potenziale produttivo, in nome di una maggiore autonomia strategica sui mercati agroalimentari. “Ritardando l'azione sugli obiettivi su clima e biodiversità, aumentiamo i rischi nel lungo termine”, spiega D'Amato, proseguendo: “Il rapporto dell'Ipcc ci dice che un terzo della terra agricola mondiale non sarà più adatta all’agricoltura entro il 2100 se non interveniamo. Questo vale anche per l’Europa, e l’obbligo di trasformare in aree verdi una quota pari al 5% dei terreni oggi coltivati in modo intensivo, come previsto dalla Pac, serve proprio a rendere più resilienti i nostri terreni per non trovarci con campi non più produttivi”. Se la pace e la prosperità avevano spinto l'Unione europea a dedicarsi alla cura dell'ambiente, anche tramite la decrescita, il conflitto in Ucraina ha determinato una retromarcia complessiva, che potrebbe però rivelarsi ben più dannosa nel futuro prossimo.

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