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Martedì, 5 Marzo 2024
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L'Ue vuole più frutta nella marmellata. E l'etichetta di origine per l'insalata in busta

Da Bruxelles arriva la riforme delle norme sulla commercializzazione dei prodotti agricoli. Novità anche per succhi e uova

Più frutta nella marmellata. Etichettatura di origine più rigorosa per il miele, e obbligatoria per noci, frutta secca, frutta e verdura trasformate e tagliate, come l'insalata in busta. Sono alcune delle proposte presentate oggi dalla Commissione europea nell'ambito di una revisione generale delle norme di commercializzazione dei prodotti agricoli.

Etichettatura di origine

Norme più chiare e obbligatorie per miele, frutta a guscio e frutta secca, banane mature, nonché frutta e verdura rifilate, trasformate e tagliate (come le foglie di insalata confezionate). In caso di miscele, occorrerà riportare sull'etichetta il o i paesi di origine. Il fatto di elencare i paesi di origine consentirà di aumentare la trasparenza per i consumatori, oltre a promuovere la produzione di questi prodotti nell'Ue.

Sprechi alimentari

Le revisioni proposte riguardano sia i rifiuti alimentari che quelli di imballaggio. Ad esempio, per gli ortofrutticoli esteticamente meno attraenti (con difetti esterni, ma comunque adatti al consumo locale/diretto) venduti a livello locale e direttamente dai produttori ai consumatori è prevista una deroga dalle norme di commercializzazione. Valorizzarne la freschezza potrebbe offrire ai consumatori maggiori opportunità di acquistare frutta e verdura fresca a prezzi più accessibili e andare a vantaggio dei produttori attivi nelle filiere corte. Lo stesso vale per alcuni prodotti colpiti da calamità naturali o da altre circostanze eccezionali, se il loro consumo è sicuro.

Imballaggio

I prodotti destinati alla donazione potrebbero essere esentati dai principali requisiti di etichettatura. Ciò potrà ridurre gli adempimenti burocratici e le esigenze di etichettatura, facilitando il lavoro degli operatori.

Succhi di frutta

Ppotranno recare la menzione "senza zuccheri aggiunti" per chiarire che, contrariamente ai nettari di frutta, i succhi non possono per definizione contenere zuccheri aggiunti, una caratteristica di cui la maggior parte dei consumatori non è a conoscenza. Inoltre, per rispondere alla crescente domanda di prodotti con meno zuccheri, un succo riformulato potrebbe indicare sull'etichetta "succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri". Per semplificare ulteriormente e adattarsi ai gusti dei consumatori, il termine "acqua di cocco" potrebbe essere utilizzato accanto a "succo di cocco".

Confetture e marmellate

Il contenuto di frutta sarà portato da 350 a 450 grammi minimi (550 per i prodotti di alta qualità) per chilogrammo di prodotto finito. Con l'aumento generalizzato del contenuto di frutta, ai consumatori verrebbe offerto un prodotto con meno zuccheri liberi e una quantità di frutta superiore a quella attuale. Il termine "marmellata", finora autorizzato soltanto per le confetture di agrumi, si applicherebbe a tutte le confetture, in modo da adeguare il nome del prodotto a quello più utilizzato a livello locale.

Uova

I pannelli solari potrebbero essere introdotti nei sistemi di produzione all'aperto per stimolare l'approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. Anche la stampigliatura delle uova verrebbe effettuata direttamente in azienda per migliorare la tracciabilità.

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