Gatti rubati e bolliti vivi per vendere la carne ai ristoranti. La denuncia degli animalisti

Il traffico clandestino avviene in Vietnam, dove le associazioni stimano che vengano massacrati almeno un milione di felini ogni anno

Foto Ansa

Le associazioni animaliste britanniche Four Paws e Change For Animals Foundation denunciano che più di un milione di gatti vengono brutalmente uccisi ogni anno in Vietnam. Secondo quanto rivelato dagli attivisti alla testata The Independent, i felini vengono soppressi per annegamento, massacrati a martellate, fulminati con scariche elettriche o bolliti vivi per ricavarne la loro carne, merce preziosa di un fiorente commercio clandestino. Oltre ai maltrattamenti brutali inflitti agli animali domestici, il traffico illecito di felini causerebbe anche rischi di diffusione di malattie trasmissibili agli esseri umani. 

I metodi violenti

Gatti domestici e randagi vengono rubati dalle strade e, secondo quanto confermano fonti giornalistiche locali, persino dalle case dei padroni. Trafficanti senza scrupoli cercano soprattutto determinati esemplari di razza che, una volta individuati, vengono rubati con la collaborazione di ladri professionisti, che in alcuni episodi usano la violenza anche coi legittimi proprietari, quando questi si ribellano al furto. Le informazioni fornite dalle associazioni animaliste si basano su mesi di di ricerche e monitoraggio delle aree di detenzione, delle zone oggetto di traffico e dei ristoranti in contatto con i commercianti di carni feline.

I prezzi della carne

Un gatto vivo - scrive l’Independent - viene venduto in Vietnam a circa 5,50 euro al kg mentre un kg di carne cruda costa oltre 7 euro al chilo. I ristoratori offrono quindi ai clienti pietanze a base di gatto che, secondo quanto riportato, costano oltre 5 euro a piatto. I gatti neri valgono ancora di più: i commercianti li vendono vivi per 7 euro al kg e la loro carne può costare oltre 18 euro al chilo. 

La crescente domanda

Il macabro mercato di carni feline, rivelano ancora gli animalisti, starebbe generando enormi profitti a causa della crescente popolarità dei piatti a base di gatto, spesso venduti con ammiccanti nomi commerciali quali “piccola tigre”. Mesi fa lo stesso Independent aveva denunciato come le vendite di carne di cane e gatto siano aumentate in Vietnam e Cambogia dallo scoppio del coronavirus. La domanda in crescita sarebbe dovuta alla convinzione di molte persone delle proprietà “riscaldanti” della carne degli animali domestici. Il presunto ‘elisir’ dai virus influenzali attirerebbe clienti anche nelle zone più turistiche del Paese, frequentate anche dai vacanzieri europei.

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