Genoma editing come gli Ogm? L'Ue avvia uno studio. L'Italia spera nel via libera

Bruxelles annuncia una indagine approfondite sulle nuove biotecnologie, finite sotto accusa dopo che una sentenza del 2018 le ha equiparate agli organismi geneticamente modificati. Il settore agricolo italiano è favorevole alla mutagenesi

“Prepareremo uno studio sulle nuove tecniche genomiche”. A dichiararlo è stata la commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides, che ha affermato la volontà di vederci chiaro su un dibattito aperto che va avanti da anni. La questione della modifica genetica e della biotecnologia in campo agricolo nell’Ue è sotto i riflettori da quando la Corte di giustizia dell’Ue ha stabilito, nel 2018, che gli organismi ottenuti con la tecnica di riproduzione vegetale della mutagenesi sono Ogm e dunque soggetti alle forti restrizioni imposte dalle norme europee in materia.

La posizione dell'Italia

Lo studio annunciato dalla commissaria alla testata Euractiv è atteso “per la primavera del 2021”. L’Italia, che negli ultimi anni si è schierata a favore della biotecnologia come tecnica di supporto per l’agricoltura da distinguere rispetto agli Ogm, potrà dunque sperare che il parere degli esperti vada a ribaltare quella “chiarezza giuridica” che la commissaria ancora oggi fa sapere di riconoscere alla sentenza della Corte Ue.

Gli obiettivi ambientali in agricoltura

In ambito accademico e scientifico permane, al contrario, un clima di incertezza in relazione all’approccio da tenere nei confronti della mutagenesi in agricoltura. La Kyriakides ha affermato che l'innovazione, in tutte le sue forme, è necessaria: “In particolare, se vogliamo ridurre l'attuale dipendenza dai pesticidi chimici, come annunciato a dicembre”, spiega facendo riferimento al Green Deal. L’ambizioso piano di abbattimento delle emissioni di gas serra prevede anche una strategia agricola ribattezzata Farm to Fork (dalla fattoria alla forchetta), che mira ad assicurare alti standard di sostenibilità ambientale e di sicurezza alimentare nella filiera agricola europea. 

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Europa divisa

“Anche se la coltivazione di Ogm è quasi inesistente nell’Ue”, ha proseguito la commissaria, “i prodotti Ogm vengono importati per l'alimentazione degli animali da allevamento”. Facendo riferimento alla grande contraddizione del filiera agroalimentare Ue, la commissaria punta il dito verso un tema spesso trattato dalla ong più attive in campo ambientale ed alimentare. Le organizzazioni ambientaliste, in particolare, si oppongono fermamente all'editing genetico, ritenuto come un tentativo dell'industria agroalimentare di introdurre sul mercato europeo i “nuovi Ogm”. D’altro canto, diversi rappresentanti degli agricoltori europei sostengono che l’equiparazione tra biotecnologie e Ogm stia mettendo a repentaglio la loro competitività a livello mondiale, poiché impedisce loro di utilizzare strumenti per aumentare la produttività delle imprese.

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