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Giovedì, 7 Luglio 2022
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Basta sofferenza, l'Olanda vuole vietare di cucinare vivi granchi, polpi e aragoste

La proposta viene dalla ministra dell'agricoltura Shouten dei Paesi Bassi: "Ci sono anche modi per ucciderli più velocemente e con meno dolore"

Niente più granchi, polpi e aragoste cucinati vivi. Questa la richiesta della ministra olandese dell’agricoltura uscente Carola Schouten per evitare sofferenze inutili a queste creature acquatiche. Il possibile divieto fa eco alle pressioni di diverse organizzazioni per i diritti degli animali, che da anni chiedono la fine di queste pratiche. La ministra, che vorrebbe far esaminare anche una normativa a livello europeo, avvisa che occorreranno basi scientifiche fondate affinché la legge venga approvata. Dato che un percorso di questo genere richiederà del tempo, la Shouten ha invitato i ristoranti a comportarsi come se esistesse già un divieto, uccidendo quindi gli animali prima che vengano cucinati.

"Voglio vedere come posso anche rendere la pratica più accettabile, in modo tale da non cucinare più animali vivi se ci sono anche modi per ucciderli più velocemente e con meno dolore", ha detto la ministra. La sua decisione fa seguito a un recente studio commissionato dal governo britannico che ha trovato forti evidenze scientifiche sul fatto che granchi, aragoste e polpi possano soffrire e provare dolore. La Gran Bretagna, quindi, li ha aggiunti alla legislazione sulla protezione degli animali.

Sulla stessa scia, si inserisce la richiesta del governo olandese per limitare gli abusi nelle fiere dove sono esposti rettili ed altre specie simili. Un eventuale divieto di commercio o di esposizione è all'esame, per evitare il rischio di zoonosi, cioè qualunque tipo di trasmissione di malattie che passa dagli animali agli esseri umani.

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