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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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Parma a rischio nel Regno Unito: animalisti chiedono stop alle gabbie negli allevamenti

Le scrofe costretti in spazi ridottissimi dove giacciono spesso tra escrementi e urina. Attivisti fanno pressioni sulle grandi catene di supermercati per smettere di rifornirsi da queste aziende

Vendite di prosciutto di Parma a rischio nel Regno Unito, se i supermercati dovessero cedere alle pressioni delle associazioni animaliste. Gli attivisti per il benessere animale si sono mossi per chiedere alla grande distribuzione di non vendere più il prosciutto di alta qualità, incluso quello nostrano, prodotto da strutture che utilizzano "box per scrofe". Un'indagine sotto copertura, condotta da Compassion in World Farming (Cwf), ha documentato che le scrofe sono spesso costrette a trascorrere diverse settimane in gabbie così piccole da poter solo stare in piedi e sdraiate ma non a muoversi.

Il gruppo ha effettuato riprese video in 16 allevamenti, tra Italia, Spagna, Francia e Polonia, che mostrano le gravi condizioni in cui sono costretti i suini. Sono incluse immagini di produttori che forniscono i prosciutti a celebri consorzi come quello di Parma o il francese Bayonne. Secondo le testimonianze raccolte da Cwf, le scrofe sono tenute in condizioni di confinamento estremo. Secondo i calcoli, circa l'85% di questi animali nell'Ue sarebbero tenuti in queste condizioni. Il rapporto evidenzia che i suini a volte giacciono nei loro escrementi e nella loro urina. Inoltre non sono in grado di nutrire i loro piccoli e ricorrono a comportamenti ripetitivi anomali, come mordere le barre e masticare l'aria.

Dal 1999 le gabbie sono state vietate nel Regno Unito e in Svezia, ma il loro uso è ancora legale negli Stati membri dell'Ue, dove gli animali possono essere tenute in gabbia dallo svezzamento della cucciolata precedente fino alla fine delle prime quattro settimane di gravidanza. "Compassion in World Farming vorrebbe che tutti i rivenditori, i produttori e le aziende alimentari si impegnassero a produrre alimenti senza gabbie", ha dichiarato Sarah Moyes, responsabile senior delle campagne di Cwf. Il gruppo sta inoltre inviando le sue conclusioni ai ministri dell'Agricoltura di tutta Europa, esortandoli a introdurre quanto prima il divieto di allevamento in gabbia in tutto il territorio dei 27.

Per quanto riguarda l'Italia, ogni anno vengono prodotti 8 milioni di prosciutti di Parma, di cui il 36% viene esportato. La quota che finisce nel mercato interno dell'Ue equivale a poco meno della metà delle esportazioni, mentre il Regno Unito è il primo mercato per il prosciutto pre-affettato del celebre consorzio. "Le persone che pagano di più per prodotti come i prosciutti di Parma e Bayonne probabilmente rimarranno scioccate nello scoprire che questi prodotti 'di alta gamma' provengono da sistemi che mantengono gli animali in gabbie così crudeli", ha affermato la Moyes.

Il British Retail Consortium ha dichiarato che i rivenditori britannici sono all'avanguardia nel richiedere elevati standard di benessere animale a tutti gli allevatori che riforniscono i loro banchi frigo, inclusi quelli nel la produzione di carne suina. "È più impegnativo con i prosciutti speciali, dove il Regno Unito detiene una piccola quota di un prodotto altamente regolamentato e l'attenzione si concentra sui metodi di produzione", ha però sottolineato Andrew Opie, direttore del settore alimentare e della sostenibilità dell'associazione di categoria del commercio al dettaglio.

Il Guardian ha recuperato anche le reazioni di varie catene di supermercati britannici. "Il benessere degli animali è incredibilmente importante per noi e tutti i nostri maiali sono allevati secondo standard riconosciuti di garanzia aziendale... Come parte di questi standard non permettiamo l'uso di stalli per le scrofe nelle nostre catene di approvvigionamento". L'obiettivo della catena Waitrose sarebbe di garantire entro il 2025 la cessazione dell'uso di gabbie da parte di tutte le aziende agricole che la riforniscono, mentre Asda, la seconda catena britannica dopo Tesco, si è limitata a dichiarare che tutta la sua carne viene fornita in conformità con la legislazione dell'Ue e del Regno Unito.

La Cwf si sta battendo inoltre per vietare nel Regno Unito l'uso delle gabbie da parto, in cui le scrofe gravide vengono inserite poco prima di dare alla luce i cuccioli. Lo scorso giugno la Commissione europea ha promesso di eliminare gradualmente l'uso delle gabbie in tutti gli allevamenti entro il 2027 a seguito di una campagna europea che aveva raccolto oltre un milione e 400mila firme.

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