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Lunedì, 3 Ottobre 2022
L' escalation

Incendi, svastiche e letame in autostrada: come gli allevatori stanno dividendo l'Olanda

Nei Paesi Bassi la protesta contro il ridimensionamento degli allevamenti è sempre più aggressiva. Mentre la destra europea cavalca la rabbia degli agricoltori

L'Olanda rurale potrebbe diventare il simbolo della difficile transizione ecologica del settore agroalimentare europeo. Nel bene e nel male. Da mesi gli agricoltori dei Paesi Bassi protestano contro il piano del governo guidato dal longevo premier Mark Rutte, intenzionato a ridurre drasticamente le emissioni di azoto e ammoniaca, connesse al mondo rurale. 

Le manifestazioni sono progressivamente diventate più aggressive, con gli allevatori che hanno invaso strade e autostrade scaricando rifiuti e provocando incendi, fino al recente ritrovamento di una bandiera con una svastica appesa ad un cavalcavia, che la polizia sospetta possa essere connessa ad una frangia estremista del movimento. Nel frattempo la destra, sia europea che internazionale, sta cavalcando l'onda di questo dissenso, nel tentativo di trasformare il mondo agricolo come un avamposto del “popolo” che contesta la “tirannia climatica” voluta dall'Unione europea. Ripercorriamo insieme le principali tappe di questa storia, dove le critiche vanno a braccetto col letame.

Le origini del conflitto

Il settore lattiero-caseario e quello della produzione di carne hanno rappresentato per anni il fiore all'occhiello dell'economia dei Paesi Bassi, che si vantavano di nutrire l'Europa, nonostante le ridotte dimensioni del territorio. Nel 2019 una sentenza del Consiglio di Stato ha però sostenuto che la strategia del governo olandese per la riduzione dell'azoto in eccesso violava le direttive dell'Ue sulla protezione degli habitat vulnerabili. Il governo arancione decide quindi di virare in maniera decisa, adottando un Piano, noto come Programma Aanpak Stikstof (Pas), volto ad abbattere le emissioni connesse ad agricoltura, edilizia e industria. Il primo settore è uno dei più interessati, dato che tra seminativi e bestiame, si rende responsabile di circa il 41% dell'inquinamento da azoto negli habitat protetti dalla legislazione europea come siti Natura 2000.

Riduzioni drastiche

Questo giugno il governo precisa gli obiettivi, le aree interessate e le percentuali di riduzioni per ciascuna delle 12 province interessate. Se per alcune basterà un -12%, entro il 2030 nelle aree più vulnerabili sul piano naturalistico l'abbattimento dovrà raggiungere il 70% in meno di emissioni. Nel complesso, l'obiettivo è ridurre del 30% il numero di animali presenti negli allevamenti: come compensazione, il governo stanzia 25 miliardi di euro per la transizione ecologica, con molti fondi destinati a disincentivare le produzioni agricole più inquinanti, chiedendo una trasformazione alle attività o, nei casi peggiori, la dismissione delle stesse. 

Le proteste

Numerosi coltivatori si aggregano alla Farm defence force (Forza di difesa degli agricoltori - Fdf), guidata dal leader Mark van den Oever, e legata al partito politico Farmer-Citizen Movement, che sostiene le rivendicazioni e monta nei sondaggi. Le forme di disobbedienza civile, che risalgono in realtà già al 2019, sono variegate: vengono utilizzati trattori per bloccare le strade principali, occupare spazi pubblici e intimidire i funzionari. Le proteste di massa scattano il 22 giugno di quest'anno e il livello della lotta si alza, con balle di fieno in fiamme sulla strada tra L'Aia e Utrecht. Viene assaltata l'abitazione privata della Ministra della Natura, dove gli agricoltori sfondano una barriera di polizia, lanciando petardi contro la casa. Un'auto delle forze dell'ordine viene spinta via e distrutta per permettere ai trattori di entrare in strada.

Amianto e letame

Va anche peggio nel corso delle manifestazioni di fine luglio, per le quali la polizia olandese ha già arrestato almeno sei persone, accusate di aver scaricato rifiuti pericolosi in autostrada, come pallet, amianto e legno, poi dati alle fiamme. L'amianto sarebbe stato così nocivo da dover ricorrere ad una squadra speciale per bonificare l'area. Si tratta soprattutto di giovani, come un ventenne della Frisia e un diciannovenne residente a Opende. Anche un uomo di 32 anni del comune di Groningen è stato arrestato per un possibile coinvolgimento. Non si escludono altri arresti, dato che la Procura è stata inizialmente ostacolata da ritardi nel visionare le immagini del Dipartimento dei Lavori Pubblici. Le forze dell'ordine sono ancora alla ricerca di testimoni e di immagini di telecamere.

Richiami al nazismo

Ultima notizia che infiamma le cronache arancioni è il ritrovamento di una bandiera con una svastica, appesa in cima a un ponte autostradale nella zona orientale dei Paesi Bassi, avvistata vicino a dei cumuli di erba in fiamme sulla autostrada A1, a 65 chilometri a est di Amsterdam. In quello stesso luogo si erano tenute le ultime manifestazioni degli agricoltori. Il ricorso ad un simbolo nazista desta serie preoccupazioni presso le autorità locali. Nei Paesi Bassi è illegale appendere svastiche e la polizia si dichiara seriamente impegnata nel rintracciare gli autori del gesti.

All'interno del movimento rurale c'è chi prende le distanze. “Quanto avvenuto non ha assolutamente nulla a che fare con noi”, ha garantito un agricoltore ad un'emittente locale, definendo l'accaduto “uno scandalo”. Su twitter c'è chi parla di complotto rispetto alla comparsa della svastica, ma tra gli attivisti ambientali c'è chi fa notare che alcuni trattori dell'area dello Schleswig-Holstein che hanno partecipato alle proteste, hanno esposto una bandiera con il simbolo "aratro e spada" usato dagli agricoltori del nazionalsocialismo negli anni '20. Di vero c'è di sicuro che le fazioni di destra ed estrema destra, sia europee che internazionali, inclusa la leader del Rassemblement national Marine Le Pen e l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, stanno incoraggiando i manifestanti. Trump li ha eletti a difensori contro la "tirannia climatica" del governo.

Sostegni e critiche

La società olandese è fortemente divisa. Il movimento incassa numerosi sostegni interni, ma sono diffuse sui social anche aspre critiche nei confronti sia del settore che delle modalità di protesta. “I contadini sanno da decenni che le persone, gli animali, l'ambiente e i loro dintorni vengono saccheggiati” scrive un cittadino in un commento sul sito di notizie Nu”, aggiungendo: “I tribunali sono intervenuti più volte. Ma il tutto è stato tollerato e incentivato con ulteriori sussidi. Le forze di mercato erano il dogma. Ci sono già agricoltori che hanno cambiato strada e hanno avviato un'attività in cui si cerca di ritrovare l'equilibrio”. Gran parte del movimento non sembra però pensarla allo stesso modo e promette di alzare ulteriormente il livello della battaglia. "Non ci dilungheremo su questo punto, ma di sicuro ci sarà un'escalation. Pensiamo sempre a qualcosa di speciale" ha dichiarato alla stampa olandese l'agguerrito Mark van den Oever, leader della Fdf, che ha deciso di non presentarsi alla consultazione sull'azoto organizzata pochi giorni fa dal governo .

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