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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Allevamenti a rischio

Influenza aviaria: pollame confinato in Francia

Il rischio è passato da "moderato" ad "alto" in tutto il Paese, con gli allevatori che attendono la diffusione dei vaccini. Oltre un miliardo speso per risarcire i costi di abbattimento

Polli, galline e anatre rinchiuse in tutta la Francia. Il livello di rischio di influenza aviaria è stato innalzato oggi (giovedì 10 novembre) da "moderato" ad "alto" a seguito di un'ordinanza pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Gli allevatori sono stati costretti a confinare i volatili per evitare contaminazioni ed ulteriori focolai. Le principali regioni di produzione, Bretagna e Pays de la Loire, ma anche il dipartimento di Deux-Sèvres, erano già soggette a questo obbligo da metà ottobre. Ciò nonostante la malattia ha continuato a diffondersi negli ultimi giorni, con un focolaio scoperto nella regione del Gard la scorsa settimana.

Stessa situazione si è verificata il 4 novembre a Fourques, vicino ad Arles nel sud della Francia, su uccelli da cortile (polli, anatre e oche). Poche settimane prima, un altro focolaio era stato individuato in Dordogna. Si è trattato del primo caso rilevato nel sud-ovest del Paese. L'influenza aviaria (H5N1) è una malattia virale altamente contagiosa per gli animali. La stagione 2021-2022 è stata catastrofica, con oltre 21 milioni di volatili abbattuti tra la fine di novembre e la metà di maggio solo nell'Esagono. Non è andata meglio in Italia e Germania, pure duramente colpite. Gli esperti hanno stabilito che si è trattato della peggiore epidemia nella storia dell'Unione europea. Il virus ha ricominciato a colpire gli allevamenti francesi già alla fine di luglio, con un anticipo ritenuto eccezionale.

Con l'avvicinarsi dell'autunno, quando gli uccelli selvatici iniziano a migrare e le temperature si abbassano, le autorità avevano già innalzato il livello di rischio da "trascurabile" a "moderato" in tutto il Paese. “Nessun tipo di allevamento viene risparmiato" si è lamentato Yves-Marie Beaudet, presidente del Comitato nazionale per la promozione delle uova (Cnpo) durante una conferenza stampa. "Gli allevatori sono traumatizzati, alcuni stanno interrompendo la produzione per non rivivere la scorsa primavera", ha dichiarato Joël Limouzin, presidente della Camera dell'agricoltura della Vandea, all'Agence France Presse.

Ha affermato inoltre che il settore è impaziente di vedere diffusi i vaccini attualmente in fase di sperimentazione in Europa. Altrimenti, "come possiamo continuare a produrre se milioni di animali che devono essere sottoposti a eutanasia ogni anno", si è chiesto. Il governo guidato da Emmanuel Macron spinge per questa soluzione, ritenendola l'unico modo per affrontare un virus diventato "endemico" e con il quale sarà necessario convivere a lungo termine. Oltre ai produttori, anche l'Eliseo è particolarmente preoccupato visto il salato conto da pagare per far fronte all'aviaria. Oltre un miliardo di euro speso dallo Stato per risarcire le perdite subite dai professionisti.

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