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Giovedì, 26 Maggio 2022
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L'Italia (ri)lancia l'etichetta Nutrinform per bloccare il Nutriscore

Il modello a batteria risulta, però, troppo complesso. L'etichetta a semaforo favorisce la dieta mediterranea, ma non le specialità nostrane, come salumi, formaggi grassi e dolci

La battaglia sull'etichetta alimentare in Europa prosegue. Stavolta è il nostro Paese a rilanciare compatto la proposta del Nutrinform, un sistema a batteria creato dai ricercatori del Centro nazionale di ricerche (Cnr). L'Italia insiste affinché sia questo il modello adottato dall'Unione europea per informare i cittadini sulla salubrità degli alimenti, anziché il temuto Nutriscore, proposto dalla Francia e già utilizzato in diversi Paesi europei. "Sulla nostra proposta di etichettatura Nutrinform Battery si è mosso il sistema Paese in modo compatto, dalla grande distribuzione alla trasformazione alla produzione”, ha affermato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli durante un incontro alla Farnesina per presentare il modello italiano. E in effetti, oltre alle lobby dell'agroalimentare, l'Italia ha deciso di schierare al fianco di Patuanelli altri tre Ministri: Luigi Di Maio (Esteri), Roberto Speranza (Salute) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico). Un vero e proprio arsenale, tra politica, industria e diplomazia, che sfida ufficialmente la linea francese, sostenendo la via italiana ritenuta l'unica capace di tutelare i prodotti della dieta mediterranea.

Secondo il ministro, il Nutrinform italiano è un sistema non discriminatorio, basato su dati oggettivi, non manipolabili e intesi a misurare il valore nutrizionale della dieta complessiva, piuttosto che di diverse categorie di alimenti. Secondo alcuni scienziati, e come sottolineato dal ricercatore Roberto Volpe in una recente intervista rilasciata ad AgriFood, quello italiano è un modello molto complesso e difficile da comprendere persino dagli addetti ai lavori. Come evidenzia anche Il Fatto alimentare, nel piccolo spazio di un’etichetta si concentrano ben 14 riferimenti numerici. La complessità è data dal fatto che non si punta solo a dire "questo è buono, questo è cattivo", ma a tenere in considerazione anche le quantità che vengono consumate. E non a caso fatto sta che al momento solo una sola grande azienda alimentare italiana ha deciso di adottarlo. Altro elemento di criticità del modello è la quantità di zuccheri presi come riferimento che corrisponde a quasi il doppio rispetto a quella raccomandata dall’Organizzazione mondiale per la salute (Oms).

Il Nutriscore, dal canto suo, in Francia viene usato volontariamente da 600 aziende alimentari, ed è stato ormai adottata da sette nazioni in Europa. Ad avallarlo, ci sono 42 società scientifiche, nonché miglia di nutrizionisti e medici. A livello internazionale, il modello a semaforo è stato valutato positivamente dall'Oms e dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc). L'Ue sta valutando di adottarlo ufficialmente entro la fine dell’anno. Nonostante questo numero elevato di pareri positivi l’Italia ha deciso di contrastare questa etichettatura, nonostante sia stata pensata per indirizzare i consumatori verso gli alimenti consigliati dalla Dieta mediterranea, intesi come verdura e frutta, prediligendo tra le proteine animali il pesce e il pollo, nonché latticini magri. Penalizza invece la carne rossa e lavorata, come pure i formaggi grassi.

Secondo il Fatto Alimentare, i ministri schierati contro il Nutriscore starebbero in realtà confondendo “la Dieta mediterranea con i prodotti tipici del Made in Italy, che invece vengono penalizzati dal semaforo con un colore arancione o rosso”. Si tratta di prosciutti, salumi, formaggi stagionati, dolci tipici, vino, così come numerose altre eccellenze della nostra tradizione alimentare. Queste specialità, sia tradizionali che innovative, non necessariamente sono caratterizzate da “qualità nutrizionale”. La proposta del Nutrinform sarebbe insomma una scelta “diplomatica”, per evitare di penalizzare le aziende alimentari italiane. Se dei paradossi esistono anche nel Nutriscore, potrebbero essere risolti all'interno di questo modello, ricordando sempre che una dieta quotidiana corretta ed equilibrata non disdegna gustose eccezioni.

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