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Domenica, 4 Dicembre 2022
L'iniziativa

La lotta all'uso dei pesticidi in Europa passa anche dalle città

Al Parlamento Ue una conferenza per condividere idee e risultati dei centri urbani che li hanno eliminati, tra cui Firenze. Evi (Europa Verde): "Passare ad alternative non dannose è il fondamento della transizione verde"

Non c'è bisogno di andare in campagna per rilevare la presenza di pesticidi. Gli spazi pubblici delle nostre città sono avvelenate da prodotti chimici, necessari per limitare e arginare ad esempio le erbe spontanee. Per proteggere la salute dei cittadini sempre più città europee stanno adottando una serie di metodi per liberare gli spazi urbani da erbicidi e altre sostanze simili. Questi ed altri quesiti sono stati affrontati nel corso di un dibattito al Parlamento europeo, organizzato dalla co-portavoce nazionale di Europa Verde, Eleonora Evic, e che ha visto riuniti i sindaci europei delle città libere da pesticidi, gli eurodeputati e i rappresentanti della Commissione europea, al fine di realizzare uno scambio di buone pratiche e capire quale possa essere una prospettiva futura delle politiche dell'Ue in materia.

“La sostituzione dei pesticidi con alternative non dannose è il fondamento della transizione verde. Vogliamo mostrarvi che questo è possibile, che si sta facendo già mentre parliamo in tantissime città europee, che devono diventare modello e ispirazione per tutte le altre”, ha dichiartoa Balázs Tömöri, membro del consiglio di amministrazione dell'associazione ambientalista Pan Europe, che ha lanciato l'iniziativa della Rete europea Pesticide Free Town (Città libere da pesticidi).

Secondo i partecipanti al dibattito i metodi di prevenzione rappresentano il primo passo prima di utilizzare le tecniche per contrastare la crescita delle erbe infestanti. È quindi fondamentale progettare, adattare o riadattare gli spazi pubblici e verdi per ridurre l'insediamento della vegetazione selvatica e rendere possibile l'utilizzo di metodi alternativi per la lotta alle erbe infestanti. Per ridurre la necessità di diserbanti bisogna ad esempio evitare l'indurimento del terreno, scegliere superfici e materiali adeguati che limitino il potenziale di sviluppo della vegetazione.

Inoltre occorre prestare particolare attenzione a tutti i punti in cui potrebbero crescere piante che si auto-propagano, come avviene ad esempio nelle giunture o negli spazi vuoti tra marciapiedi e muri, o su cigli delle strade, come pure nei lampioni e nella segnaletica stradale. Nell'agosto del 2022 anche Firenze ha aderito all'iniziativa, aggiungendosi ad una lista che vede già presenti Lisbona, Tallinn, Parigi e Copenhagen, insieme a molte altre città. Il capoluogo toscano ha deciso di vietare l'uso di pesticidi nelle aree pubbliche: campi sportivi, parchi giochi, giardini, marciapiedi e cimiteri sono ora privi di qualsiasi pesticida.

Vere pioniere dell'iniziativa sono state le città fiamminghe del Belgio, partendo dalla comunicazione con i cittadini, utilizzando il proprio sito internet per informarli sui punti chiave della transizione. Ad esempio la città di Lens, in Belgio, ha spiegato sulla propria homepage ai cittadini che il crescente numero di erbe spontanee nelle zone urbane non è dovuto ad una scarsa gestione comunale bensì ad una scelta di vietare l’uso dei pesticidi e di un nuovo modo di organizzare gli spazi pubblici. La città di Alken, invece ha usato la propria homepage per far conoscere ai cittadini metodi alternativi e sostenibili di giardinaggio senza dover ricorrere ai pesticidi.

"La sostituzione dei pesticidi con alternative non dannose è il fondamento della transizione verde", ha dichiarato Evi. Secondo l'eurodeputata, eletta ora alla Camera dei Deputati, "il tema dei pesticidi è oggi più che mai attuale, in un momento in cui stiamo assistendo alla strumentalizzazione del conflitto in Ucraina per sdoganare una narrazione fallace secondo cui la crisi alimentare va risolta con una maggiore produzione grazie ad un uso aumentato di fertilizzanti".

Per questo, ha spiegato, “ho presentato un’interrogazione parlamentare in merito alla presenza dei pesticidi nei parchi giochi per bambini nell’Alto Adige, a dimostrazione di come il problema della deriva dei pesticidi nelle aree destinate ai cittadini sia tutt’altro che risolto”, oltre ad avere presentato anche un’interrogazione per far luce sul ritardo dell’Italia nell’applicazione del piano nazionale sui pesticidi, che non viene rivisto dal 2014.

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