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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Mattatoi britannici a corto di lavoratori: carcasse spedite nell’Ue per la macellazione prima di tornare in Regno Unito

Gli allevatori lamentano una carenza d’organico pari ad almeno il 15% dello staff. Londra apre le porte agli stranieri, ma solo per sei mesi

Bovini in Irlanda e maiali in Olanda. Capi d’allevamento abbattuti in Regno Unito da qualche tempo vengono trasportati in celle frigorifere nei Paesi dell’Unione europea dove avviene la macellazione. Le carni tornano poi nella loro terra d’origine per finire sui banchi frigo dei supermercati. L’andirivieni di carcasse, a quanto affermano i produttori britannici, è dovuto alla carenza di manodopera nei mattatoi della Gran Bretagna. Un fenomeno che preoccupa le aziende del settore, le quali hanno chiesto al governo di Londra una semplificazione temporanea delle norme sull’immigrazione per consentire l’ingresso dall’estero di lavoratori con esperienza. 

Secondo quanto afferma il Financial Times, i mattatoi britannici stanno soffrendo una carenza d’organico pari ad almeno il 15 per cento dello staff necessario a far andare la macellazione a pieno regime. A rivelare per primi la notizia delle carcasse in viaggio sono stati i rappresentanti dell’Associazione britannica dei trasformatori di carne. “A causa della carenza di lavoratori nel Regno Unito e dei limiti all’assunzione causati dalla politica sull'immigrazione, i trasformatori stanno approfittando del fatto che altri Paesi offrono manodopera extra da tutto il mondo”, ha raccontato all’agenzia Reuters Nick Allen, capo dell’organizzazione di categoria. Di qui la scelta di “esportare carne da lavorare per poi riportarla nel Paese”, ha aggiunto.

Tom Bradshaw, vicepresidente del sindacato nazionale degli allevatori, ha spiegato alla Bbc che “le aziende agricole hanno fatto tutto il possibile per reclutare personale a livello nazionale”. Ma nell’ex Paese Ue “la capacità di manodopera è limitata”, nonostante il settore stia aumentando i salari. Il mese scorso il Regno Unito ha deciso di rilasciare 800 visti temporanei per l’ingresso nel Paese di macellai qualificati provenienti dall’estero, consentendo loro di lavorare in Gran Bretagna per sei mesi. Allevatori e trasformatori di carne stanno ancora aspettando i ‘rinforzi’, che dovrebbero arrivare non prima del mese di dicembre, giusto in tempo per il periodo natalizio. Ma Allen è pessimista: “Servono tra i 10 e i 12mila lavoratori di questo settore, 800 non basteranno”. E dopo sei mesi dovrebbero comunque ripartire, ha concluso con amarezza.

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