Mercurio nel pesce spada spagnolo e piombo nelle seppie tunisine: stretta sulle importazioni ittiche

Le autorità italiane nelle ultime settimane hanno intensificato i sequestri di prodotti contaminati arrivati dall'estero nei mercati e nelle pescherie del Belpaese

È allerta tra le autorità sanitarie e di sicurezza alimentare per il flusso di pesce straniero in entrata verso l’Italia. L’offerta ittica fa gola a tanti consumatori che - specialmente durante le feste - non vogliono rinunciare alle pietanze di mare. Ma per rendersi conto della scarsa qualità di molta merce che viene da fuori basta scorrere le notifiche di allerta dell’ultimo mese sulle partite di pesce o molluschi ritirati dal commercio italiano in quanto pericolosi per la salute umana. I dati solo liberamente consultabili sul portale europeo del RASFF, acronimo inglese che indica gli avvisi sulla sicurezza di alimenti e mangimi.

Le ultime segnalazioni sul pesce insicuro

L’ultima allerta risale al 21 dicembre quando le autorità italiane hanno trovato una concentrazione di mercurio superiore alle dosi consentite nel pesce spada proveniente dalla Spagna e arrivato sottovuoto. Partite di pesce spada spagnolo erano già state destinatarie di una “seria” allerta pochi giorni prima, il 18 dicembre, sempre per concentrazioni di mercurio anche se in misura inferiore all’ultima rilevazione pubblicata. Il 17 dicembre è toccato invece alle seppie congelate provenienti dalla Tunisia e contenenti quantitativi di piombo superiori alle norme di sicurezza alimentare. Il pesce proveniente dalla Spagna è stato destinatario di altre due allerte, anche se di minore intensità, con riferimento all’acido ascorbico non autorizzato ma rilevato in filetti di tonno qualità pinna gialla riscontrato in due occasioni, il 17 e il 15 dicembre. Un’altra segnalazione per la sicurezza dei consumatori ha riguardato merce danneggiata proveniente dall’Uganda. Si tratta di pesce persico congelato in modo improprio.

Il servizio

Creato nel 1979, il servizio RASFF consente agli Stati membri di condividere le informazioni in possesso delle autorità nazionali per la sicurezza alimentare e fornisce un servizio 24 ore su 24.

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