Orban si schiera con l'Italia in difesa di Dop e Igp: "Fuori dal Nutriscore"

L'Ungheria e altri 5 Paesi sottoscrivono il documento del governo in cui si chiede di escludere i prodotti alimentari tutelati dall'Ue dall'etichetta nutrizionale comune in via di elaborazione a Bruxelles

Da destra, i premier Viktor Orban (Ungheria) e Giuseppe Conte

Due Paesi di Visegrad, l'Ungheria di Viktor Orban e la Repubblica ceca, la Grecia, la Romania, la Lettonia e Cipro. Sono questi i sei Stati Ue che hanno sottoscritto il documento dell'Italia che verrà presentato al prossimo Consiglio dei ministri europei dell'agricoltura. Il tema è l'etichetta nutrizionale comune a cui Bruxelles sta lavorando e che preoccupa i big del nostro agroalimentare, almeno nella versione già utilizzata in Francia, Germania e Regno Unito, ossia il Nutriscore. Il documento elaborato dal governo italiano, secondo quanto anticipato dall'Ansa, prevede di escludere dalla futura etichetta Ue, tanto più se in linea con il Nutriscore, i prodotti Dop e le Igp e i prodotti mono-ingrediente come l'olio d'oliva dall'etichetta nutrizionale europea.

La mossa permetterebbe di escludere dalle tenaglie della possibile nuova etichetta i pezzi pregiati del made in Italy che per il Nutriscore sono classificati tra i prodotti agroalimentari da bollino rosso o giallo, ossia etichettati come non salutari: l'olio, il parmigiano, i prosciutti crudi, etc. Per gli agricoltori e le cooperative agricole europei tali etichette a colori, spiega la Coldiretti, "si concentrano esclusivamente su un numero molto limitato di sostanze nutritive (ad esempio zucchero, grassi e sale) e sull'assunzione di energia senza tenere conto delle porzioni scoraggiando l’acquisto di prodotti alimentari molto preziosi da un punto di vista nutrizionale". 

In opposizione al nutriscore, il governo italiano ha elaborato un sistema di etichettatura nutrizionale a batteria, il Fop, che si basa più sulle potenziali quantià di assunzione di un singolo prodotto e non sui valori nutrizionali generali. In questo modo, secondo la posizione dell'Italia, si rispetta di più quello che è il reale apporto di zuccheri, sale, grassi e proteine da parte dei singoli prodotti alimentari.

La proposta italiana e il Nutriscore sono adesso in mano alla Commissione europea, che nel 2021 elaborerà uno studio di impatto su questi sistemi. Una proposta per introdurre un'etichetta alimentare comune in tutta l'Ue dovrebbe arrivare nel 2022. Nel caso in cui i negoziati propendano per una etichetta in linea con il Nutriscore (il recente sostegno della Germania a questa opzione, dopo quello della Francia, lasciano pochi dubbi in merito), a quel punto per l'Italia la strada sarà quella del piano "b", ossia la proposta presentata in queste ore per escludere Dop e Igp (in cui rientrano i pezzi pregiati sopra citati).   

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