Venerdì, 30 Luglio 2021
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Perché il cibo e i food influencer hanno trionfato durante la pandemia?

Si potrebbere rispondere che in tempi di profonda crisi e incertezze, prevalgono i bisogni più basici come quelli del nutrirsi. Ma non è l'unico motivo...

Parola d’ordine: lievito. È da quello che ormai possiamo definire il primo lockdown che il lievito, in tutte le sue forme (panetti, polvere, madre…), è diventato un tormentone, un mantra, un oggetto del desiderio. Nei supermercati era ormai impossibile trovarlo e cercando qui e lì qualche ricetta online venivano e vengono spesso proposti cibi lievitati; foto e video di pizza, pane e dolci fatti in casa hanno iniziato a diffondersi, forse come mai prima, sui monitor dei nostri smartphone, computer e naturalmente TV.

Il perché del successo 

Ma come mai questo grande successo del food in tempi di pandemia? Maslow e Alderfer direbbero che quando la soddisfazione dei bisogni più complessi diventa sempre più frustrante, l’individuo cerca di massimizzare la soddisfazione di quelli di ordine inferiore e lo fa attraverso una loro rivalutazione. Come a dire insomma che in tempi di profonda crisi e incertezze, prevalgono i bisogni più basici come quelli del nutrirsi, rispetto a quelli più in alto (nella piramide di Maslow) che riguardano la realizzazione di se stessi.

Quando molti italiani, e la popolazione mondiale nella sua quasi totalità, si sono visti chiusi in casa per chissà quanto, si sono resi conto di avere probabilmente più tempo a disposizione e in tantissimi lo hanno dedicato alla cucina. Sappiamo che molti supermercati sono stati presi d’assalto ma anche in rete le cose sono andate così: gli acquisti online hanno riguardato infatti soprattutto il cibo. Stando a una ricerca del Global Web Index, ben il 33% degli intervistati ha dichiarato che la propria spesa online è stata dedicata al cibo (la percentuale più alta rispetto ad altri settori come abbigliamento, entertainment, beauty, ecc.).

Boom in cucina

Una volta acquistato il cibo bisogna cucinarlo ed ecco che schizzano anche le ricerche di ricette online: Google Trends ha registrato un notevole incremento, per quanto riguarda l’Italia, delle ricerche di ricette per fare pane, pizza, pasta e dolci durante il periodo della quarantena. Per fare un esempio le ricerche relative al pane fatto in casa sono aumentate di circa sei volte rispetto al periodo pre-quarantena e in particolare, come si diceva, il lievito, ha visto le ricerche online aumentare di più di 10 volte.

Un successone, non c’è che dire, per il cibo fatto in casa in particolare. Una sorta di rivincita dell’home made, del domestico, del tradizionale, sul cibo industriale e sulla  frenesia di pasti consumati in fretta e food precotto che troppo spesso la mancanza di tempo ci ha fatto scegliere. Dunque i dati ci confermano che cucinare è stata una delle attività preferite degli italiani in quarantena (secondo un’indagine Doxa il tempo passato ai fornelli è aumentato nel 46% dei casi), che con l’hashtag #iorestoacasa, hanno spessissimo postato foto dei loro manicaretti. 

Il ruolo degli influencer

Ma se il lievito è stato il protagonista indiscusso delle ricerche online in tempi di quarantena, è Benedetta Rossi (Fatto in casa da Benedetta), nota food blogger, la regina di cuori degli aspiranti cuochi italiani. Infatti, la popolarità degli influencer, in generale, durante il lockdown sembra essere aumentata. Secondo recenti dati Ipsos un utente su quattro ha iniziato a seguire nuovi influencer e, sebbene quasi il 70% degli intervistati abbia mantenuto immutata la propria opinione su quelli seguiti, il 18% degli intervistati dichiara di averne addirittura migliorata la propria opinione. Durante la quarantena, gli influencer, come non mai, hanno esercitato, è proprio il caso di dirlo, la loro influenza: il 52% degli utenti intervistati ha compiuto delle azioni perché ispirato dai propri guru digitali e ben il Il 61% di coloro che, ispirati, hanno provato nuove attività, si è dedicato alla cucina realizzando ricette secondo i consigli dell’influencer di riferimento (percentuale che prima del lockdown era pari al 44%). 

Ciò che decreta il successo del food e se vogliamo, del digital food e della sua influenza è che alla domanda “Quali influencer ti hanno coinvolto di più?”, gli intervistati hanno naturalmente messo sul podio la coppia Ferragni-Fedez, indiscussi guru digitali da anni, ma seguiti, a ruota, come si diceva, da Benedetta Rossi e le sue ricette fatte in casa.

Anche Sonia Peronaci, antesignana delle food blogger, in un’intervista a RuralHack, ha dichiarato di aver naturalmente rinunciato agli eventi live durante la quarantena, ma di aver intensificato la sua attività di influencer proponendo continue ricette per rispondere alla crescente richiesta dei follower, desiderosi di imparare e sperimentare (col tempo in più a disposizione) piatti da fare in casa. L’influencer ha quindi pensato bene di proporre una sorta di rubrica per consentire a tutti di cimentarsi nelle preparazioni base, come appunto gli impasti lievitati o le creme. Anche gli influencer più “itineranti” hanno in qualche modo reinventato la loro attività, è il caso ad esempio di Karen Phillips che ha intervistato chef, naturalmente a distanza, sui canali social, potendo quindi coinvolgere cuochi da tutto il mondo.

Il lockdown ha cambiato le nostre abitudini ma il cibo ha mantenuto, e forse intensificato, quel suo significato di cura e prendersi cura, di famiglia e condivisione. Una condivisione che, seppur a distanza, ci ha spinto a metterci con le mani in pasta e a scambiarci ricette e consigli e, perché no, ci ha fatto sedere a una tavola imbandita per noi e i nostri cari in videochiamata.

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