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"No a riduzione giornate in mare", i pescatori italiani manifestano contro la proposta Ue

L'Alleanza delle cooperative del settore chiede alle marinerie di incrociare le braccia in vista delle riunione dei ministri europei che potrebbe decretare nuove restrizioni alla pesca nel Mediterraneo per il 2021. Critiche da Lega e Pd

Una riduzione delle giornate di pesca nel 2021 per il Mediterraneo centrale. E il rischio di un taglio simile anche per l'Adriatico. L'Alleanza delle cooperative della pesca italiane lancia un appello al governo affinché blocchi il piano della Commissione europea (volto a proteggere il mare dalla pesca eccessiva, almeno nelle intenzioni) e chiede a tutte le marinerie di manifestare nelle forme consentite durante il Consiglio Ue Agrifish del 15 e 16 dicembre, in cui gli Stati membri dovranno decidere se e come dar seguito alla proposta di Bruxelles. 

In un video messaggio destinato al governo, il presidente dell'Alleanza, Giampaolo Buonfiglio chiede alla ministra Teresa Bellanova di attivarsi nei confronti della Commissione, cosi- come starebbero facendo Francia e Spagna, per evitare che nuove restrizioni sul settore possano definitivamente piegare il comparto. Questo dopo un 2020 "particolarmente difficile per la pesca dove si sono sommati due problemi: la pandemia, dramma che si sta ripetendo ora con la seconda ondata, compromettendo il mercato di Natale" e "il forte calo dell'attività determinata dai piani di gestione nel Mar Ligure e Tirreno, con cui la Comunità europea ha già tagliato del 10% le giornate di pesca in mare nel 2020".

Buonfiglio spiega che "ora la Commissione, senza valutare gli effetti di queste restrizioni sta proponendo nel 2021 un'ulteriore riduzione del 15% delle giornate di pesca". Questo, conclude il presidente, "considerando anche che il prossimo anno sarà il primo della nuova programmazione europea e ancora non è chiaro come potranno essere spesi aiuti e indennità Ue per i fermi pesca. Con questa incertezza, con la crisi economica in corso e senza sapere qual è lo stato delle risorse, a fronte delle restrizioni già effettuate, è inaccettabile attuare ulteriori pesantissime riduzioni della pesca.

A sostegno dell'appello dei pescatori sono arrivate le parole di Rosanna Conte, eurodeputata della Lega e capogruppo di Identità e democrazia in commissione Pesca: "Come avevo denunciato nei giorni scorsi, la proposta di Bruxelles si tradurrebbe per l’Italia in una riduzione del 17% per la pesca a strascico di triglia, gambero, rosa, nasello e scampo. Per centinaia di imbarcazioni significherebbe non riuscire a raggiungere la sostenibilità economica - attacca - Se poi aggiungiamo fatto che nel piano nazionale del governo per il Recovery fund la filiera ittica è del tutto ignorata, mi chiedo se l’intento di questa Europa e di questo esecutivo è di dare il colpo mortale definitivo a migliaia di famiglie e imprese italiane. La ministra Bellanova faccia la cosa giusta ponendo il veto ai piani della Commissione", conclude. 

Critici anche Pietro Bartolo e Giosi Ferrandino, entrambi eurodeputati del Pd: "Una riduzione così drastica, sommata alle restrizioni già in essere per quest’anno e a una già precaria situazione causata della pandemia di Covid, porterebbero la flotta italiana che pesca triglia, gambero rosa, nasello e scampo con reti da traino a non raggiungere la soglia minima di profittabilità che ne garantisce la sopravvivenza”. Questi tagli, aggiungono Bartolo e Ferrandino, "porrebbero inoltre numerosi altri problemi come quello della sicurezza a bordo, conseguenza di un allungamento delle giornate rimanenti, per cercare di massimizzare la rendita, nonché ad un aumento della pesca illegale, causata dalla necessità di raggiungere la soglia di profittabilità da parte dei pescatori. Senza contare il grande problema sociale derivante dai numerosi pescatori che si troverebbero senza un’occupazione a causa della scarsità di lavoro”, concludono. 

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