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Martedì, 18 Gennaio 2022
Scoperte

In Belgio scoperta una nuova pianta da caffè, ma è originaria del Camerun (dove ora è estinta)

Un botanico l'ha riconosciuta e studiata in un giardino specializzato in alberi dell'Africa centrale. Si distingue per frutti grandi, neri e molto carnosi

Ancora non sappiamo se sia adatta per fare un buon espresso, ma la nuova pianta da caffè appena scoperta ha frutti neri, gradi e carnosi. Come premessa non è male. La nuova specie è stata individuata e studiata da un ricercatore che opera in un giardino botanico belga, precisamente quello di Meise, nelle Fiandre. L'orto vanta una ricca collezione “ex-situ”, comprendente piante provenienti da altri habitat naturali, conservati in Belgio o nel giardino gemello, situato a Bassin Martin sull'isola francese della Réunion, nell'oceano Indiano.

Le caratteristiche

La pianta è stata battezzata col nome di "Coffea Rizetiana", come hanno annunciato i funzionari del giardino botanico in un comunicato. La nuova specie, probabilmente già estinta allo stato selvaggio, proviene dal Camerun sud-occidentale, reputato dagli studiosi come il principale hotspot di diversità di Coffea nel continente africano. Il ritrovamento viene quindi ritenuto possibile grazie al prelievo e al trasporto in Belgio, avvenuto prima che in natura se ne perdessero le tracce. "Questo è un esempio toccante dello stato della biodiversità", ha commentato Piet Stoffelen, il botanico di Meise che ha effettuato la scoperta, sottolineando: "Le specie stanno scomparendo prima ancora di essere conosciute dalla scienza".

In tutto il mondo, sono 111 le specie di caffè conosciute, di queste 55 sono state descritte dagli scienziati negli ultimi 40 anni. Il professor Stoffelen, specialista delle varietà di alberi del caffè in Africa centrale, ha pubblicato di recente la descrizione ufficiale sulla rivista scientifica Adansonia. Rispetto a piante similari, come la “Coffea montekupensis”, a caratterizzare quest'albero sono foglie più grandi, il tubo della corolla più lunga ed i suoi frutti, descritti come più grandi, neri e molto carnosi. Il botanico ha già descritto almeno 9 nuove varietà di caffè nel corso della sua carriera ed è supportato nei suoi studi dal giardino belga, da oltre 100 anni impegnato in prima linea nel ricercare e preservare la diversità del caffè.

Le pericolose conseguenze del successo

La bevanda che ne deriva sta godendo di un successo in espansione, grazie alla diffusione in Paesi dove fino a pochi anni fa non rientrava nelle abitudini alimentari della popolazione. Questa diffusione esponenziale sta però mettendo in pericolo le molteplici varietà della pianta, che risulta minacciata dal disboscamento, da coltivazioni estensive che prediligono solo specie più produttive e dal cambiamento climatico. A Novembre, la Commissione europea ha proposto una nuova normativa, non ancora in vigore, che vincolerebbe le aziende che intendono importare nell'Unione europea determinati prodotti, quali appunto caffè, manzo, soia e gomma. Queste piantagioni, di solito presenti in Africa, America Latina e Sud-est asiatico, sono infatti minacciate da un'inarrestabile deforestazione, che sta compromettendo la biodiversità e, al tempo stesso, la sopravvivenza delle popolazioni locali. Per porre rimedio l'Ue ha deciso di richiedere alle aziende delle autocertificazioni, che garantiscano la provenienza della materia prima, nonché dei prodotti derivati, da aree che non sono state devastate dalla distruzione delle foreste. Per potenziare l'efficacia della misura, l'Ue ha anche predisposto controlli, come la geolocalizzazione e i contatti dei venditori iniziali, al fine di evitare imbrogli. Prima ancora che venga approvata, alcuni attivisti indonesiani ne hanno già evidenziato le criticità e le falle, sottolineando la scarsa efficacia che avrebbe in determinati Paesi, senza un coordinamento stretto con le autorità locali e le popolazioni indigene interessate dal disastro ambientale.

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