Poche vendite e troppe importazioni, nell'Ue ora c'è un eccesso di polli e uova

Il settore già alle prese con la domanda in calo per la chiusura di ristoranti e servizi di catering, rischia il collasso con il probabile crollo dei prezzi

I produttori di carne di pollo e uova hanno avvertito le istituzioni europee sui rischi dovuti a un’eccessiva disponibilità di prodotti nel mercato unico. A causare l’accumulo della carne nelle celle frigorifere e a paventare il rischio di un’offerta di uova eccedente la domanda è innanzitutto la chiusura di hotel, ristoranti e servizi di catering, da tempo fermi o a regime molto ridotto per via del coronavirus. Una possibile via d’uscita a questa situazione, a quanto si apprende da una lettera inviata dalle organizzazioni di categoria all’esecutivo europeo, sarebbe la chiusura del mercato Ue ai prodotti che arrivano dal resto del mondo.

Le richieste del settore

Dall’estero arrivano infatti notizie allarmanti. La Tailandia, ad esempio, starebbe cercando di aumentare le esportazioni di carne di pollo verso l’Ue attraverso accordi di libero scambio dopo che il suo consumo interno è crollato del 50%. Motivi che hanno spinto la lobby agricola Ue Copa/Cogeca a inviare una lettera alla direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea (DG AGRI). La lettera afferma: “Senza il canale di vendita verso hotel, ristoranti e servizi di catering, le produzioni di alta qualità che sono state fortemente colpite”. Tra queste, la lettera cita “anatra, quaglia, coniglio, faraona e oca”. “Anche se il consumatore continua ad acquistare carne di pollo e di tacchino al dettaglio, anche il mercato (di queste carni, Ndr) ha subito un impatto negativo”.

I rischi

Parallelamente, si continua a importare grandi quantità di carne di pollo congelata da Paesi terzi. “La carne di pollo si sta quindi accumulando e i congelatori in tutta l'Ue sono già pieni - prosegue la lettera - in attesa che finiscano le misure di confinamento”. “Ciò provocherà una crisi di offerta eccessiva dal momento che ristoranti, hotel e catering saranno nuovamente aperti, e i consumatori riprenderanno ad andare a mangiare fuori casa”. “Ciò eserciterà un'enorme pressione sul prezzo”, commentano i rappresentanti del settore preoccupati. La lettera esorta quindi la Commissione europea a gestire le importazioni di carne per alleviare tale pressione. 

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Le proposte

Si chiede, in particolare, “di gestire l'afflusso di importazioni in modo da evitare una crisi di offerta eccessiva”. “Si tratta di una misura neutrale dal punto di vista del bilancio”, si legge nella lettera. Si propone, inoltre, “un regime di ammasso privato per il settore nonché misure specifiche per le produzioni principali (polli e tacchini) e specializzate (anatra, quaglia, coniglio, faraona e oca), prodotti a base di uova”. Gli agricoltori e le cooperative agricole europee chiedono infine misure di finanziamento ulteriori rispetto alla Politica agricola comune.

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