Mercoledì, 28 Luglio 2021
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“Produrre ed esportare cannabis per riprenderci dalla crisi”: la ricetta dell'Isola di Man

Le licenze costeranno dalle 250 alle 45.000 sterline a seconda del volume dell'attività. Il Governo locale prevede la creazione di 250 nuovi posti di lavoro e un introito pubblico di almeno 3 milioni l'anno. Ma il consumo ricreativo rimane illegale

Via libera alla produzione ed esportazione di cannabis regolamentata sulla base di licenze assegnate da un’authority governativa. È quanto ha deciso il Tynwald, cioè il parlamento dell’Isola di Man, nazione autogovernata ma dipendente dalla Corona britannica. La scelta di puntare sulle piantagioni di marijuana è stata presa dopo una consultazione pubblica svolta nel 2019 dalla quale è emerso che il 95% degli intervistati era favorevole alla coltivazione della pianta per scopi terapeutici. Le nuove regole, nonostante l’apertura alla produzione, mantengono illegale il consumo ricreativo della cannabis nell’isola.

La ripresa post-Covid

Il parlamentari hanno sostenuto all’unanimità le nuove regole, che consentiranno ai titolari di autorizzazione di produrre beni di consumo a base di cannabis. Il deputato Lawrie Hoopercitato dalla Bbc, ha detto che il nuovo settore legale darà “un contributo chiave alla ripresa economica post-Covid dell'Isola di Man”. Su una popolazione di poco inferiore agli 85.000 abitanti, le autorità sanitarie hanno rilevato finora 432 casi di contagio, 47 dei quali non hanno ancora superato l’infezione, e il virus ha fatto 25 morti nell’Isola.

Le licenze

In base alla riforma della legge che dal 1976 disciplina l’inquadramento giuridico delle sostanze stupefacenti, le licenze per la coltivazione e la commercializzazione della cannabis saranno rilasciate dalla Gambling Supervision Commission, l’authority che regola anche il gioco d’azzardo. A seconda della tipologia di licenza, gli aspiranti coltivatori e commercianti del prodotto dovranno versare al Governo dalle 250 alle 45.000 sterline.

I vantaggi economici

Il Governo ha stimato che la produzione regolamentata di cannabis potrebbe portare fino a 3 milioni di sterline all'anno nell'erario dell’Isola e generare circa 250 posti di lavoro. Secondo il parlamentare Alex Allinson, le nuove regole “erano attese da molto tempo” e dovrebbero portare “a ulteriori progressi in termini di politica sulle droghe”. L'industria dovrebbe infine fornire cannabis terapeutica necessaria a soddisfare il fabbisogno dell'isola, ha concluso il politico. 

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