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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Le prime ritorsioni di Putin, Mosca sospende le esportazioni di fertilizzanti

La mossa in risposta alle sanzioni, il settore agricolo europeo dipende dalle 50 milioni di tonnellate prodotte in Russia. La Francia prova a soddisfare la domanda interna con materie prime alternative

Stop alle esportazioni di fertilizzanti. Questa la raccomandazione che il ministero dell'industria russo ha indirizzato ai suoi produttori. Si tratterebbe di una sospensione temporanea, non obbligatoria, ma 'suggerita' dal governo di Putin, ed è difficile pensare che molte aziende possano decidere di non accettare l'invito. La notizia colpisce duramente gli interessi degli agricoltori europei, già alle prese con l'aumento dei prezzi dei concimi e dell'energia. "Attualmente, si sta creando una situazione in cui, a causa del sabotaggio delle consegne da parte di alcune società di logistica straniere, gli agricoltori in Europa e in altri Paesi non possono ricevere i volumi di fertilizzante contrattati", ha dichiarato il ministero dell'Industria russo in un comunicato la scorsa settimana. Da qui la raccomandazione della sospensione, che resta valida "fino a quando i trasportatori non riprenderanno il lavoro regolare e forniranno garanzie per la piena attuazione delle spedizioni di esportazione di fertilizzanti russi". Nessun problema invece per gli agricoltori russi, che continueranno a ricevere rifornimenti.

La Russia è uno dei principali produttori mondiali di fertilizzanti, che ammontano a circa 50 milioni di tonnellate. Dalle sue produzioni dipendono in maniera forte sia l'Europa che il Brasile. Phosagro, Uralchem, Uralkali, Acron ed Eurochem sono alcune delle principali aziende del settoe. "La Russia rappresenta il 13% del commercio mondiale di prodotti intermedi necessari alla fabbricazione di fertilizzanti e il 16% del commercio di fertilizzanti finiti", ha dichiarato Marc Zribi, capo dell'unità cereali e zucchero di FranceAgriMer, l'istituzione francese di prodotti agricoli e marittimi. Anche l'agricoltura brasiliana potrebbe essere molto colpita. Il paese compra quasi il 60% dei volumi di nitrato d'ammonio russo. È anche il principale acquirente di potassio, un mercato in cui Russia e Bielorussia rappresentano il 40% delle esportazioni mondiali. “Si tratta evidentemente di una ritorsione nei confronti delle sanzioni adottate dai principali Paesi sviluppati”, si legge in una nota della Coldiretti.

Sebbene non sia direttamente interessato dalle sanzioni finanziarie imposte alla Russia, il settore dei fertilizzanti potrebbe essere pesantemente colpito. FranceAgriMer ritiene che il conflitto potrebbe portare a una "nuova spirale ascendente dei prezzi dei fertilizzanti". Per questo motivo, Parigi ha già reagito, provando a soddisfare la domanda interna con la produzione nazionale. L'Unione delle industrie di fertilizzanti (Unifa) afferma che “si stanno organizzando per garantire la sovranità alimentare della Francia a lungo termine e stanno già aiutando gli agricoltori a coprire i loro bisogni". "Per quanto riguarda le materie prime utilizzate nella produzione di fertilizzanti”, si legge in una nota “esistono soluzioni alternative e dovrebbero essere considerate se è necessario compensare le importazioni dalla Russia e dall'Ucraina". L'Unifa dichiara di stare esaminando anche delle soluzioni a lungo termine, in collaborazione con le autorità pubbliche, per "evitare qualsiasi interruzione dell'approvvigionamento dei vari tipi di fertilizzanti interessati (nitrato di ammonio, urea, fertilizzanti fosfatici, fertilizzanti composti complessi, potassa)" nel caso in cui "la situazione dovesse perdurare".

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