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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Ambiente e sicurezza alimentare

Bruxelles rilancia la produzione Ue di cereali: "Stop a misure ambientali per sbloccare 1,5 milioni di ettari"

La Commissione propone di una deroga temporanea di breve durata alle norme sulla rotazione delle colture e sul mantenimento di elementi non produttivi sui terreni coltivabili

Tornare a rilanciare la produzione di grano e altri cereali all'interno dell'Ue per far fronte ai problemi nell'approvvigionamento alimentare internazionale causati dalla guerra in Ucraina. È con questa motivazione che la Commissione europea, a seguito della richiesta degli Stati membri dell'Ue, tra cui l'Italia, ha dato l'ok a una deroga temporanea di breve durata alle norme sulla rotazione delle colture e sul mantenimento di elementi non produttivi sui terreni coltivabili. Norme varate nell'ambito della Pac, la politica agricola comune, per rendere più sostenibile a livello ambientale l'agricoltura europea. Ma che adesso Bruxelles ha accettato di mettere in cassetto per "massimizzare la capacità produttiva dell'Ue di cereali destinati ai prodotti alimentari". Si stima che la misura "riporterà in produzione 1,5 milioni di ettari rispetto a oggi", si legge in una nota della Commissione. 

La proposta della Commissione dovrà adesso essere approvata dagli Stati membri, ma dato che la sollecitazione arrivava proprio dagli stessi governi, in particolare Italia e Francia, difficilmente il testo verrà rigettato. Caso ha voluto che la misura sia arrivata proprio nel giorno in cui Ucraina e Russia, sotto l'egida di Turchia e Nato, abbiano trovato un'intesa per sbloccare l'invio del grano dai porti del Mar Nero. 

"Il sistema alimentare globale affronta forti rischi e incertezze derivanti in particolare dalla guerra in Ucraina, dove nel prossimo futuro potrebbero sorgere anche problemi di sicurezza alimentare", spiega la Commissione in una nota sottolineando come "ogni tonnellata di cereali prodotta nell'Ue contribuirà ad aumentare la sicurezza alimentare a livello mondiale". "In considerazione delle norme Gaecs (Good agricultural and environmental conditions) per gli obiettivi di conservazione del potenziale del suolo e di miglioramento della biodiversità nelle aziende agricole, nell'ambito della sostenibilità a lungo termine del settore e del mantenimento del potenziale di produzione alimentare, la deroga è temporanea, limitata all'anno 2023, e si limita a quanto strettamente necessario per affrontare i problemi di sicurezza alimentare globale, derivanti dall'aggressione militare russa contro l'Ucraina, escludendo quindi la semina di colture tipicamente utilizzate per l'alimentazione degli animali (mais e soia)", spiega ancora l'esecutivo europeo.

"La proposta della Commissione è il risultato di un attento bilanciamento tra la disponibilità e l'accessibilità alimentare globale, da un lato, e la protezione della biodiversità e della qualità del suolo, dall'altro. La Commissione rimane pienamente impegnata nel Green Deal. La proposta prevede che gli Stati membri che si avvalgono delle deroghe promuovano gli ecosistemi e le misure agroambientali programmate nei rispettivi piani strategici della Pac. La sostenibilità a lungo termine del nostro sistema alimentare è fondamentale per la sicurezza alimentare", prosegue ancora la Commissione.

Non è la prima volta che Bruxelles propone deroghe alla Pac. Era già successo a marzo, quando la Commissione ha annunciato il rinvio dell'introduzione del nuovo target sulle aree verdi. 

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