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Perché i dazi Ue agli Usa spaventano il vino italiano

Secondo le associazioni di categoria, la 'vendetta' alle imposte sui prodotti europei introdotte dalla Casa Bianca rischia di trasformarsi in un boomerang per il made in Italy

I quattro miliardi di dollari di dazi che l’Ue è autorizzata a imporre sulle importazioni dagli Stati Uniti rischiano di trasformarsi in un boomerang per il settore agroalimentare italiano. A lanciare l’allarme all’indomani della decisione del Wto è l’Unione italiana vini che fa appello al “buon senso dell’Ue e dell’Italia” che, secondo l’associazione di categoria, prima di introdurre dazi sulle merci da oltre oceano dovrebbero “attendere lo svolgimento delle elezioni americane” e “mantenere agricoltura e vino fuori dalla lista dei prodotti statunitensi da sanzionare, attesa entro la fine di questo mese”. “Il pericolo di ritorsione americana su questi comparti - e quindi sui vini italiani - è allo stato dell’arte più che probabile”, si legge in una nota.

La decisione dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc, nota anche con l’acronimo inglese Wto) di autorizzare dazi Ue alle importazioni dagli Usa per un valore fino a 4 miliardi di dollari è arrivata in seguito al ricorso avviato dall’Ue contro le sovvenzioni statunitensi alla Boeing nel 2005. Il gigante dell’industria aeronautica americana ha ricevuto 15 anni fa aiuti di Stato da Washington ritenuti irregolari dal Wto per ragioni simili alla decisione speculare che in precedenza ha consentito alla Casa Bianca di introdurre dazi alle merci Ue per un valore di 7,5 miliardi per gli aiuti alla franco-tedesca Airbus. L'Ue ha dichiarato nel luglio 2020 che sia gli Stati membri interessati - Francia, Spagna e Germania - che le stesse istituzioni di Bruxelles erano tornate “in piena conformità con le decisioni del Wto”. E con la nuova decisone dell’organismo internazionale, l’Ue potrebbe ora ‘vendicarsi’ per i dazi subiti. 

Uno scenario che spaventa il settore vinicolo italiano, che vede nei dazi reciproci una minaccia alle proprie esportazioni. “I prossimi giorni - ha detto il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti - saranno decisivi per capire quale sarà l’orientamento Ue e se prevarrà la scelta di adottare ‘contro-dazi a specchio’ rispetto a quelle americane, e quindi anche ai vini e all’agroalimentare”. Una scelta che il mondo del vino made in Italy considera “molto pericolosa per il futuro commerciale delle etichette tricolore che attualmente primeggiano nelle vendite verso gli Usa, principale buyer mondiale di vino”, conclude Castelletti.

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