Vendemmia, francesi insidiano il primato italiano: sfida all'ultimo acino

Brutte notizie anche sul fronte export, in calo per la prima volta negli ultimi trent’anni. Covid, Brexit e dazi americani tra le maggiori minacce al mercato mondiale del vino tricolore

La storica rivalità tra Italia e Francia si ripropone nell’estate 2020 ma in un campo di gioco ben diverso da quello in cui si disputano le partite di calcio. Con la vendemmia ai blocchi di partenza sono arrivate anche le previsioni sul successo della raccolta nei due Paesi Ue leader mondiali nella produzione di vino. I più esperti ‘bookmakers’ dell’agricoltura stimano la produzione di vino made in Italy attorno ai 45 milioni di ettolitri, in calo di circa il 5% rispetto allo scorso anno. Una cifra che, secondo la Coldiretti, “apre un entusiasmante testa a testa con i cugini francesi per il primato mondiale” dal momento che il Servizio di statistica e previsioni del ministero dell’Agricoltura francese stima fra 44,7 e 45,7 i milioni di ettolitri destinati al mercato del vino d’oltralpe.

I tempi della vendemmia

Dietro ai due giganti si posiziona la Spagna con una produzione fra i 43 e i 44 milioni di ettolitri. I tempi dell'inizio della vendemmia, scrive l'associazione agricola, "è praticamente in linea con quello degli ultimi anni che, per effetto dei cambiamenti climatici" hanno subito "un anticipo di circa un mese rispetto a 30 anni fa". Uno spostamento del calendario agricolo “che smentisce il proverbio ‘ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina’”, fanno notare i rappresentanti del settore.

Calano le esportazioni

Assieme al via alla vendemmia - che potrebbe segnare il sorpasso francese sulle cantine italiane, negli ultimi anni sempre prime per volumi di produzione - sono arrivati anche i dati per niente rassicuranti riguardo all’export di bottiglie italiane. Le vendite di vino tricolore nel mondo sono in calo del 4% nel 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni. I dati di questo tenore non sono di certo un fulmine a ciel sereno, viste le difficoltà incontrate dal comparto della ristorazione dovute all'emergenza coronavirus e ai conseguenti provvedimenti di distanziamento sociale imposti per prevenire un impatto maggiore della patologia virale.

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Il futuro preoccupa

Coldiretti parla comunque di un dato “preoccupante” dopo il record storico di 6,4 miliardi fatto segnare lo scorso anno per le esportazioni di vino made in Italy. A far temere ulteriori segni meno nella bilancia commerciale del settore vinicolo sono anche le tensioni commerciali internazionali con la minaccia dei dazi statunitensi e gli effetti della Brexit sul mercato nel Regno Unito, il principale cliente del prosecco. In Cina, dove il virus ha colpito per primo - sottolinea la Coldiretti - il consumo di bottiglie tricolori fra gennaio e maggio 2020 è crollato per un valore del 44%. Le ultime rilevazioni segnano anche un -12% sul mercato inglese e un lieve calo anche in Germania e negli Stati Uniti.

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