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Martedì, 4 Ottobre 2022
La polemica

Dal 2023 stop alle bottiglie di vino con l'immagine di Adolf Hitler e Mussolini

Le produce un enologo italiano, che ha una serie dedicata ai dittatori, diventate oggetto di culto per collezionisti. Dopo le polemiche in Germania e Austria dichiara di voler smettere

Alla fine sembra aver ceduto la famiglia Lunardelli, che produce dal 1995 una serie di bottiglie di vino sulla cui etichetta è presente l'immagine di Adolf Hitler. L'ultima polemica era scoppiata solo poche settimane fa sia in Germania che in Austria, dopo la diffusione della notizia che numerosi turisti tedeschi le stessero comprando come oggetti da collezione. Da qui la decisione di interrompere la produzione a partire dal 2023. L'azienda Vini Lunardelli, che ha sede a Pasian di Prato in provincia di Udine, da oltre 25 anni produce vini che omaggiano dittatori o altri personaggi politici di spicco. In questa collezione, nota come Serie Storica, sono inclusi Mussolini, Stalin, e Franco, come pure Lenin, Che Guevara e Napoleone.

I vini sarebbero diventati un "oggetto di culto tra i collezionisti", secondo il sito web dell'azienda. Le etichette dedicate al capo del Terzo Reich mostrano il leader nazista con slogan come "Mein Führer" (Il mio leader), "Sieg Heil" ("Hail to Victory") e "Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer" (Un popolo , Un regno, un leader"). Già in passato c'erano state denunce e richieste di boicottaggio da parte del Simon Wiesenthal Center, una fondazione per l'Olocausto, ma la questione è riesplosa quando questa estate un'importante chirurga austriaca, Dagmar Millesi, ha affermato che dei vacanzieri si stavano recando nella località di Jesolo, a circa 20 miglia da Venezia, per acquistare questo vino.

Come riferisce il The Times, la dottoressa ha dichiarato di essere rimasta scioccata nel vedere gli articoli venduti in un supermercato della cittadina lagunare e di essersi lamentata con un impiegato di un negozio per le bottiglie. "L'impiegato del negozio ha detto che ai tedeschi piace molto comprare questi vini, e sono chiaramente il grande successo lì", ha dichiarato. “La commessa era persino divertita dalla mia indignazione. nessuno è arrabbiato per questo, nessuno lo vieta. Non potevo crederci" ha aggiunto la chirurga. Nonostante la vendita di prodotti che mostrano svastiche e molte altre immagini fasciste sia illegale in Germania e Austria, non è lo stesso in Italia.

Già nel 2012 l'avvocato ebreo Matthew Hirsch di Filadelfia aveva visto le bottiglie vendute in un piccolo supermercato nella città settentrionale di Garda mentre era in vacanza a In Italia, lamentandosi del prodotto, ma il proprietario del negozio avrebbe detto che facevano "parte della storia".  Il ministro dell'Integrazione italiano Andrea Riccardi disse all'epoca: “Voglio rassicurare i nostri amici americani che visitano il nostro Paese che la nostra Costituzione e la nostra cultura rifiutano il razzismo, l'antisemitismo e il nazifascismo. Questo offende la memoria di milioni di persone e rischia di compromettere l'immagine dell'Italia all'estero".

La città italiana di Rimini riceve in media cinque o sei denunce all'anno sulla serie storica di Lunardelli. Nel 2018 l'allora sindaco Andrea Grassi al Times of Israel aveva affermato che i tentativi passati di spingere per una legislazione che vieta i prodotti fascisti non avevano avuto successo. Impossibile dunque bandirli, ma in questi giorni una svolta è arrivata. Forse perché travolto travolto dalle polemiche, Andrea Lunardelli, dell'omonima azienda vinicola friulana, contattato da Il Gusto, ha affermato che dall'anno prossimo sarà tolta dal mercato l'intera linea storica, che era stata lanciata nel 1995 dal padre Alessandro, fondatore nel 1967 della cantina.

"Poco tempo fa mio padre ha anche ricevuto minacce di morte dai russi che propagandavano le nostre bottiglia come segno della presenza nazista in Italia. Non siamo nazisti e la nostra non è mai stata apologia del fascismo, tanto è vero che abbiamo vinto tre cause", ha precisato Lunardelli jr, intenzionato a porre fine alle 125 etichette con richiami a dittatori e personaggi storici. Resterà in vita l'Amaro del duce, alla cui produzione collabora anche un'altra azienda e che avrà un sito appositamente dedicato. Su oltre 20 mila bottiglie commercializzate all’anno in tutto il mondo, 12 mila erano dedicate al dittatore tedesco e 6 mila a quello italiano.

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