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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
La misura

"Il vino come le sigarette", in Irlanda l'etichetta sanitaria è legge

Dublino tira dritto nonostante le proteste di 13 Paesi Ue e dei produttori: sulle bottiglie di alcolici avvertenze sui rischi per il fegato e i tumori

Le bottiglie di vino come i pacchetti di sigarette. L'Irlanda tira dritto e ha convertito in legge il regolamento che prevede l'etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie, sul modello di quanto già viene fatto per i prodotti contenenti tabacco.

Cosa prevede la legge

La nuova normativa prevede che le etichette dei prodotti alcolici indichino il contenuto calorico e i grammi di alcol nel prodotto e contengano avvertenze sul rischio di consumare alcol durante la gravidanza e sul rischio di malattie del fegato e tumori mortali dovuti al consumo di alcol. La legge è la prima di questo tipo nell'Ue e aveva suscitato forti proteste da parte di alcuni governi del blocco, con quello italiano tra i più agguerriti nel chiedere alla Commissione europea di intervenire per bloccare il provvedimento irlandese. Bruxelles, però, ha alzato le spalle: la sanità è competenza degli Stati membri, non dell'Ue, e pertanto Dublino ha il diritto di adottare le misure che ritiene più opportune per tutelare la salute dei suoi cittadini. 

Il problema dell'alcolismo

In Irlanda l'alcolismo è un problema molto diffuso e, secondo un un rapporto pubblicato nel 2016 dallo Health Research Board, nel Paese dei trifogli l’abuso di alcol uccide tre persone al giorno. Il consumo medio è stato calcolato in 11 litri all’anno.  Un rapporto tra alcol e salute evidenziava inoltre che il consumo eccessivo di queste bevande ha incrementato la mortalità, soprattutto tra le fasce di giovani dai 15 ai 39 anni, che tendono ad acquistarlo a basso costo nei negozietti e nei supermercati. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, l'Irlanda figura al secondo posto al mondo per il fenomeno del binge drinking (l’abbuffata alcolica), diffusa soprattutto tra gli adolescenti.

La battaglia contro l'Irlanda

Già nel 2022, Dublino aveva lanciato una stretta sugli alcolici, fissando per legge un prezzo minimo per la loro vendita al dettaglio: 7 euro e 40 centesimi per una bottiglia di vino standard, prezzo che supera i 20 euro per i superalcolici. Adesso, la legge sulle etichette, che si applicherà dopo un periodo di transizione di tre anni, dal 22 maggio 2026. "Sono lieto che siamo il primo paese al mondo a compiere questo passo e introdurre un'etichettatura sanitaria completa dei prodotti alcolici - ha dichiarato ministro irlandese della Salute Stephen Donnelly - non vedo l'ora che altri Paesi seguano il nostro esempio".

Il riferimento è al dibattito in corso in Europa sui rischi legati all'alcol e alla nuova strategia dell'Ue per la lotta al cancro, in cui, riprendendo le posizioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, si sottolinea come non solo il tabacco ma anche l'alcol ha un ruolo nell'insorgenza dei tumori, e per questo Bruxelles si prefigge di portare a una riduzione dei consumi degli europei. Come avverrà questa riduzione non è chiaro, ma c'è chi porta avanti l'idea di introdurre a livello Ue il modello irlandese.

Ecco perché 13 Stati membri, tra cui l'Italia, hanno già alzato le barricate, spinti dai loro produttori di vino e birra. Il timore è che l'etichetta sanitaria possa alla lunga diventare una legge europea. Da qui la battaglia per fermare l'Irlanda. L'arma usata dai Paesi contrari all'etichetta è che, in questo modo, Dublino stia innalzando una barriera agli scambi commerciali, "ingiustificata e sproporzionata". La settimana scorsa le associazioni europee e nazionali di produttori di vino, birra e distillati hanno presentato reclami ufficiali alla Commissione Ue perché apra una procedura di infrazione contro l'Irlanda. Ma le chance di successo per il settore dell'alcol sembrano scarse. 

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