Mercoledì, 4 Agosto 2021
Fake & Fact

La gaffe di Diego Fusaro: "Ci vogliono nutrire con cibo scaduto". Ma non sa che la legge è già stata corretta

Il filosofo e opinionista se la prende con "lo stratagemma generosamente ideato dai gruppi dominanti" in un post che riporta una notizia vecchia. E che ormai non è più notizia, visto che il rischio di una depenalizzazione dei reati alimentari è stato fortunatamente sventato

"D'altro canto, con la nuova normalità pandemicosanitaria si stanno producendo masse di plebei senza più diritti e senza più sostanze. Sicché lo stratagemma generosamente ideato dai gruppi dominanti è quello di nutrire suddetti plebei con cibo scaduto, oltre che naturalmente con le larve già da tempo messe in commercio sul territorio europeo dai magnanimi padroni di Bruxelles". E' il commento del filosofo Diego Fusaro al suo post di denuncia contro la depenalizzazione dei reati alimentari, come la vendita di cibo avariato. Una notizia che AgriFoodToday aveva già segnalato la scorsa settimana. E che per fortuna dei consumatori italiani non è più notizia, dato che il governo è già intervenuto per rimediare al potenziale danno, cancellando la depenalizzazione. Peccato che Fusaro non se ne sia accorto, e oggi rilanci una news (non si sa bene da quale sito d'informazione visto il ritaglio minimal), trasformandola di fatto in fake news. 

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, infatti, dal 26 marzo preparare e distribuire per il consumo il cibo avariato sarà ancora un reato penale. Con un decreto, il governo ha corretto in tempo la depenalizzazione dei reati alimentari denunciata nei giorni scorsi da diversi esperti e politici in seguito all'approvazione della nuova legge di riassetto del regime di controlli nel settore agrifood, che doveva limitarsi a recepire una direttiva Ue volta ad armonizzare i diversi sistemi del mercato unico, ma che si era spinta oltre, abrogando l'articolo 5 della legge 283 del 1962. Quello che prevede per l'appunto sanzioni penali per i più frequenti reati di adulterazione, dalla messa in commercio di cibo in cattivo stato di conservazione alla vendita di prodotti alimentari con additivi chimici e pesticidi nocivi superiori ai limiti.

Come spiega Raffaella Pergamo, il decreto legislativo 27/2021, con l’abrogazione della L.283/62, aveva creato un vuoto sull’aspetto sanzionatorio penale dei reati riguardanti la sicurezza alimentare. L’efficacia in materia della legge abrogata è riconducibile a tre articoli in particolare:  

- l’articolo 5 che descrive quali elementi e in che stato di conservazione è vietato utilizzare nella preparazione di alimenti o bevande, nella vendita e somministrazione e distribuzione al consumo

– l’art.6 che contravvenziona con arresto e ammenda

- e l’art.12 che vieta l’importazione di qualsiasi sostanza destinata all’alimentazione non rispondente ai requisiti prescritti dalla legge.

I tre articoli citati svolgono l’importante funzione di garantire l’igiene della produzione e della vendita degli alimenti, tutelando, indirettamente, la salute pubblica.
Appare chiaro che l’abrogazione della legge 283/62 non poteva essere realizzata senza delega circoscritta, considerando che il disegno di legge Caselli n.283  “Nuove norme in materia di reati agroalimentari” è in piena discussione parlamentare, per cui si è trattato di un mero errore materiale, subito riparato con l’emanazione del decreto legge “Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare”. 

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