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Il 'giusto prezzo' in agricoltura garantisce l'ambiente e la salute

Parte la campagna per sostenere gli agricoltori a vendere a costi che rendano sostenibile il loro lavoro. Si parte dalla trasparenza

Sempre più siamo abituati a prezzi del cibo bassi, bassissimi, che sono sicuramente positivi per l'economia familiare, ma non certo per l'economia e i produttori. E non solo, questi prezzi fanno male anche ad ambiente e salute in quanto "a prezzi insostenibili corrisponde un'insostenibilità ambientale e sociale", denuncia la campagna di trasparenza sui prezzi pagati agli agricoltori, che sottolinea come per un chilo di pomodori da passata e uno di grano per la pasta, due componenti fondamentali della dieta mediterranea, il prezzo pagato all' Agricoltura convenzionale, rispettivamente di 8 e 20 centesimi di euro, risulta inadeguato per la cura della terra e per ripagare il lavoro della mano d'opera.

"Un danno per gli agricoltori e per i consumatori che pagano meno nell'immediato ma rischiano di perdere qualità del cibo, dell'ambiente e della salute", che invece "solo un giusto prezzo dei prodotti agricoli può garantire", affermano i promotori della campagna "Il giusto prezzo conviene a tutti. Anche alla Terra", lanciata a Roma da EcorNaturaSì, in collaborazione con Legambiente per "sensibilizzare i cittadini sulle scelte che si compiono con il carrello della spesa" e con il contributo di Federbio, Associazione Biodinamica e Goel (gruppo di coop calabresi impegnate nella lotta contro caporalato e mafie).

"Il nostro obiettivo è quello di rendere trasparente il prezzo di acquisto dei prodotti agricoli”, afferma Fabio Brescacìn, presidente di EcorNaturaSì, “ora con dei lanci informativi sui media e con punti informativi nei nostri negozi, poi vedremo". L'Agricoltura a basso costo, spiega, “incentiva scorciatoie insostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, dall'uso dei prodotti chimici di sintesi al capolarato, dramma dell'Agricoltura". Insomma "sappiamo a che prezzo compriamo ma non sappiamo quale prezzo è stato pagato" così "consumatori e distributori insieme possono fare molto per invertire questo trend negativo, partendo dal riconoscimento e dalla consapevolezza del giusto prezzo".

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