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Il biologico sotto accusa: "Inquina ed è antieconomico". FederBio: "Tesi vecchie e già smentite"

Continua la polemica sul disegno di legge sull'agricoltura biologica. Dopo il documento di 213 esperti in cui si sollevano dubbi sulla sostenibilità ambientale e produttiva del settore, arriva la replica dell'organizzazione che riunisce aziende, associazioni e consumatori italiani

L'tatto di accusa è stato lanciato pochi giorni fa in un lettera al Senato a firma di 213 fra ricercatori agronomi, tecnici ed esperti di scienze agrarie: il disegno di legge sull'agricoltura biologica deve essere modificato “profondamente nell'impianto e nei contenuti". Il motivo? A detta degli autori della missiva, il bio non è sostenibile da un punto di vista economico. E vi sarebbero dubbi anche su quello ambientale. "Tesi vecchie e già ampiamente smentite", è la secca replica di Federbio, l'organizzazione che dal '92 si batte per la promozione e la tutela di un settore sempre più in crescita. 

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"Le affermazioni contenute nel documento inviato al Senato - dice FederBio - sono vecchie di 11 anni. In questo documento sono stati presi in considerazione dati di Paesi molto differenti rispetto all’Italia o completamente decontestualizzati e assortiti. Oltre ai dati dei centri di ricerca del CREA sono disponibili quelli del centro di ricerca federale svizzero FIBL, che da decenni confronta i diversi metodi di produzione proprio per valutarne la diversa efficienza, anche produttiva. La stessa attività che da anni svolgono decine di università e centri di ricerca in Ue e anche la FAO, il tutto riassunto in una ricerca pubblicata a fine 2017 che smentisce in toto le tesi degli autori del documento". 

Ma per FederBio non ci sono solo gli studi scientifici a ribaltare le tesi dei contrari al ddl che mira a mettere al centro del sistema agroalimentare italiano il biologico (testo già approvato alla Camera e ora in discussione al Senato): "Basta guardare la pratica quotidiana di aziende agricole biologiche italiane di eccellenza - spiega l'organizzazione - Del resto, da diversi anni sono le aziende convenzionali ad essere in crisi e a chiudere progressivamente, poiché ciò che determina la sostenibilità economica delle imprese anche agricole non è solo la quantità prodotta ma la differenza fra costi e ricavi. Produrre molto per vendere i prodotti agricoli sottocosto, come propongono gli autori del documento contro la legge sul biologico, comporta profitti per le aziende che vendono mezzi tecnici e servizi, ma il fallimento delle aziende agricole convenzionali e la schiavitù del lavoro nero nelle campagne", conclude FeberBio. 

Per saperne di più sulla posizione di FederBio: https://feder.bio/disegno-legge-sullagricoltura-biologica-federbio-replica-al-documento-contributo-tecnico-scientifico-alla-discussione/

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