Bellanova: Giusto che il bonus ristorazione vada solo a chi acquista Made in Italy

La ministra dell'Agricoltura: "In questo modo si fanno anche gli interessi della filiera e dei suoi lavoratori". Coldiretti: "Bene, ma occorre garantire alla misura un finanziamento adeguato"

Teresa Bellanova - foto Ansa, RIccardo Antimiani

Se lo Stato italiano deve dare bonus al settore della ristorazione, è logico che questo vada solo a chi utilizza soltanto prodotti italiani, in modo che di questi soldi possa beneficiare tutta la filiera.

La ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, difende la proposta contenuta nel prossimo decreto agosto, secondo cui chi paga al ristorante dovrebbe avere un ribasso di un quinto del conto, mentre al ristoratore potrebbero andare dei contributi a fondo perduto per l’acquisto di prodotti italiani da utilizzare nell’attività. "Continuo a ritenere la proposta sul bonus ristorazione per acquisti 100 per cento Made in Italy quella più funzionale a incrociare l'interesse delle imprese, nella ristorazione e nella filiera agroalimentare, e dei lavoratori”, afferma Bellanova, che sottolinea che una misura del genere “attiva una spesa immediata pari al contributo erogato e genera un effetto moltiplicatore per il quadruplo delle risorse investite: a fronte dei 5mila euro a fondo perduto circa 20mila euro di fatturato”.

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Per la ministra la domanda è “Il governo preferisce garantire un contributo da 5mila euro a 180mila ristoratori per acquistare 1 miliardo di prodotti 100% agroalimentari italiani e generare fatturati per circa 4 miliardi o spendere risorse enormi per tenere chiuse le aziende? Io non ho dubbi". La Coldiretti ha commentato positivamente la misura affermando che però "occorre garantire alla misura un adeguato finanziamento poiché a causa della pandemia i consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa sono stimati in calo del 40% con un effetto negativo a valanga sull'intera filiera agroalimentare che subisce una perdita stimata in 8 miliardi nel 2020 per mancati acquisti di cibi e bevande, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dai formaggi ai salumi, dalla frutta alla verdura secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea".

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