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ANSA/STEFANO SECONDINO

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Brexit, allarme degli allevatori britannici: con No Deal esportazioni in Ue bloccate per sei mesi

Il Regno Unito verrebbe trattato come uno Stato extracomunitario e dovrebbe svolgere da zero tutte le pratiche per ricevere le autorizzazioni alla vendita di animali e carni lavorate in Europa

Le conseguenze di un mancato accordo tra Londra e Bruxelles sulla brexit sarebbero “catastrofiche” per gli allevatori britannici. A lanciare il grido dall’allarme la National Farmers Union che ha avvertito che con un No Deal le esportazioni dal Regno Unito potrebbero avere uno stop di 6 mesi, un duro colpo per un settore che ogni anno fa affari con gli Stati membri per 13,2 miliardi di sterline. I ritardo sarebbe dovuto al fatto che senza un accordo il Regno Unito diventerebbe uno Stato extracomunitario come tutti gli altri e dovrebbe sottostare alle stesse regole di Paesi come la Cina o la Russia e il Brasile. Per questo dovrebbe ottenere di nuovo tutte le certificazioni necessarie alle esportazioni e i tempi sono di circa sei mesi.

Dopo l'embargo i dazi

"Ciò di cui stiamo parlando in effetti è un embargo commerciale di sei mesi fino al momento in cui potremo vendere i nostri prodotti, da quel momento però ci troveremo di fronte al muro tariffario esterno europeo, il che significa che i nostri prezzi saranno fuori dal mercato", ha affermato il direttore generale dell’organizzazione di categoria, Terry Jones. Seimila impianti di produzione di carni lavorate potrebbero dover essere sottoposti ad controlli da parte delle autorità britanniche, controlli che poi dovrebbero essere a loro volta verificati da Bruxelles. Quella di un No Deal per il presidente della Nfu Minette Batters, e’ una eventualità “sgradevole e catastrofica”.

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