Brexit, la bozza di accordo salva (per ora) Dop e Igp

Seconda il testo concordato tra Londra e Bruxelles, gli oltre 3mila prodotti iscritti nel registro Ue della qualità (molti dei quali italiani) continueranno a essere tutelati nel Regno Unito anche dopo l'uscita

Il Regno Unito continuerà a tutelare gli oltre 3mila prodotti Dop, Igp e Stg iscritti nel registro Ue della qualità. E' quanto previsto dalla bozza d'accordo sulla Brexit sottoscritta tra Londra e Bruxelles. 

L'accordo, qualora dovesse venire confermato, stabilisce quindi un'unione doganale (no a dazi all'interno dell'area, tariffa doganale esterna comune) tra Ue e Regno Unito come base per le future relazioni, da definire entro il 2020, con possibile prolungamento del periodo transitorio.

Come regola generale, l'accordo garantisce che un prodotto che è già stato immesso sul mercato possa restarci sia nel Regno Unito che nell'Ue durante e dopo la fine del periodo di transizione. Ci sono però delle eccezioni, scrive l'Ansa.

DOP E IGP: tema dirimente nell'ultima fase del negoziato, la tutela delle indicazione geografiche Ue da parte di Londra sarà garantita per i prodotti già registrati alla fine del periodo transitorio, fino all'eventuale stipula di un nuovo accordo.

STANDARD ALIMENTI: si applicano le regole Ue. A partire dalla fine del periodo di transizione, però, gli animali vivi e alimenti di origine animale, anche se già immessi sul mercato, dovranno rispettare le norme dell'Ue o del Regno Unito sulle importazioni da Paesi terzi, da definire nel futuro accordo.

PESCA: restano fuori dall'Unione doganale i prodotti da pesca e acquacoltura, almeno fino alla definizione di un'intesa delle parti sull'accesso alle acque territoriali e sulle opportunità di pesca.

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PAC: dopo il 2020, i sussidi della Politica agricola comune non saranno più versati agli agricoltori britannici. In caso di prolungamento del periodo di transizione il livello dei sussidi d'Oltremanica dovrebbe essere negoziato con Bruxelles, in modo da non creare distorsioni della concorrenza con gli altri agricoltori europei

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