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Confagricoltura: dopo la Brexit si garantiscano le Igp nel Regno Unito

Il presidente Giansanti: "Occorre ogni sforzo per evitare un'uscita senza accordo che avrebbe un impatto pesantissimo"

Il Regno Unito uscirà dall'Unione europea ma sull'isola si dovranno continuare a tutelare le denominazioni dei prodotti agroalimentari. A chiederlo è il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, alla vigilia della riunione dei capi di Stato e di governo, da cui si spera uscirà una soluzione soddisfacente sul capitolo delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli. Confagricoltura ricorda che le vendite del Made in Italy agroalimentare sul mercato del Regno Unito, secondo stime Nomisma, ammontano a circa 3,5 miliardi di euro, di cui il 30% è assicurato dai prodotti a denominazione d'origine e indicazione geografica.

Evitare una Hard Brexit

Per il Prosecco, in particolare, gli acquisti dei consumatori britannici incidono per il 40% sul totale delle esportazioni, mentre per i prodotti a base di pomodori e i formaggi grana a denominazione d'origine protetta (Parmigiano Reggiano e Grana Padano), l'incidenza è, rispettivamente, del 20% e de 10%. "Occorre ogni sforzo per evitare una 'hard Brexit' che avrebbe un pesantissimo impatto sia per gli Stati membri dell'Unione, sia per il Regno Unito", avverte Giansanti. Senza un accordo dal prossimo 29 marzo il Regno Unito diventerebbe a tutti gli effetti un Paese terzo e, pertanto, sugli scambi commerciali si applicherebbero le tariffe doganali stabilite dall'Organizzazione mondiale del commercio che, per i prodotti agroalimentari, superano in taluni casi il 30%.

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